
Il lavoro della FADOI è molto interessante ed era assolutamente necessario.
In primo luogo ci parla degli internisti, medici ospedalieri il cui ruolo fondamentale spesso non è ben compreso: gestiscono quasi la metà dei ricoverati, nonostante le carenze di organico e i pochi posti letto. Poi ci racconta un dato molto rilevante: quasi 1 ricovero su 5 sarebbe evitabile.
Indubbiamente, è necessario il potenziamento del territorio: sono 81 in Piemonte le Case di Comunità previste con 122 milioni del PNRR ma solo 1 su 4 risulta aperta, e con attività solo parziali. Con l’apertura delle Case di Comunità e con progetti di collaborazione ospedale – territorio, anche grazie alla telemedicina, sicuramente molti pazienti cronici si potrebbero gestire a casa, fuori dall’ospedale.
Poi è indispensabile investire sulla prevenzione. Che è anche prevenzione collettiva attraverso il controllo dell’ aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo, delle esposizioni lavorative.
Ma purtroppo le notizie non sono rassicuranti: anziché investire, in Piemonte paiono previsti tagli per alcuni milioni proprio nel settore della prevenzione.
Ricordiamoci che in Piemonte il 9% della popolazione rinuncia alle cure: sono persone più vulnerabili che sicuramente hanno maggiore rischio di ammalarsi e di essere ricoverati.
Infine, va detto che molte famiglie non hanno la possibilità di gestire i malati cronici non autosufficienti e l’ospedale diventa l’unica risposta possibile.
L’intervento della dr.ssa Chiara Rivetti, Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte, La Stampa

