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Anaao Assomed Piemonte News

La piazza mancata e i malati di povertà

Il Covid era l’occasione perchè sanitari, popolazione, movimenti sociali si unissero per rivendicare il diritto alla cura. Gratuita. Per tutti. Era il momento per sollevare, uniti, la protesta per il lavoro, la casa, salari dignitosi. Quale percentuale delle malattie psichiatriche in aumento potremmo curare, semplicemente dando ai pazienti casa e lavoro? In quanti casi, c’è scritto tumore ma la diagnosi è invece di povertà? Le piazze si sono riempite di persone contrarie al vaccino mentre avremmo dovuto riempirle prima noi, uniti, e con motivazioni pesantissime.

Il Piede Sull’acceleratore Della Delta

Nell’ultimo post abbiamo descritto la alta contagiosità della Delta rispetto alla variante Alfa (autunno 2020-primavera 2021) che a sua volta era più contagiosa della variante iniziale di Wuhan.

Questo aumento di infettività è decisivo e porta alla sostituzione della variante fino a quel momento dominante.

Ogni variante che riesca a incrementare la diffusione prende pertanto il sopravvento.

Questa maggiore diffusione può essere determinata sia dalla capacità di replicarsi con maggiore velocità all’interno dell’ospite umano o dalla capacità di eludere il sistema immunitario o tutte e due le cose insieme.
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Il Lungo Inverno Della Delta

Fare previsioni su cosa potrà accadere nei 4-5 mesi che abbiamo di fronte non è facile. Ma immaginare un quadro a tinte più o meno fosche non è pessimistico. Solo realistico.

Dalle tinte più o meno cupe si potrebbe passare a breve alle Regioni colorate. Finora in Italia solo il dato della incidenza di nuovi casi su base settimanale ha superato la soglia di attenzione (50 su 100.000 abitanti). I ricoveri stanno ricominciando, pur lentamente, a risalire.

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Liste d’attesa: dove sono i medici ospedalieri che dovrebbero gestirle?

Liste d’attesa infinite, ma i medici specialisti ospedalieri sono ancora coinvolti nella somministrazione dei vaccini contro il Covid-19, a quasi un anno dall’inizio della campagna vaccinale. Se a Gennaio 2021 l’urgenza di contenere la terza ondata poteva giustificare il coinvolgimento dei medici specialisti, ora sono trascorsi mesi in cui si doveva organizzare adeguatamente il territorio per concludere la seconda dose e somministrare la terza. E liberare così cardiologi, chirurghi, nefrologi, neurologi ecc., che invece di fare il loro mestiere, operare, visitare e smaltire le liste d’attesa, sono occupati ad inoculare vaccini.

Cavalieri senza cavalli. Riflessioni semi-amare di un dirigente che non dirige

I recenti protocolli aziendali diramati per il controllo dei green pass per gli operatori sanitari negli ospedali possono stupire sotto tanti aspetti.

In un mondo logico, sarebbe per esempio bizzarro predisporre controlli giornalieri e ripetuti in un ambito, quello sanitario, dove vige l’obbligo vaccinale, non fosse altro che, dal 15 ottobre alla fine dell’anno, si controllerà quotidianamente chi, da vaccinato, ha green pass almeno fino al 31 dicembre. E, se non ce l’ha, per il decreto di aprile, neanche dovrebbe essere più al lavoro in ospedale. 

Presentazione del libro “La sinistra e la sanità” di Ivan Cavicchi, con la partecipazione di Chiara Rivetti, Segretaria Regionale Anaao Assomed

Evento Online VENERDÌ 29 OTTOBRE DALLE ORE 21:00 ALLE 23:00

Se la sinistra modifica ma non cambia il mondo della sanità, che sinistra è?

Durante la pestilenza non c’è stato uno in Italia che non giurasse sulla necessità di riformare la sanità per non tornare come prima. Invece è proprio così.

Carenza di medici nei Pronto Soccorso: dopo anni di denunce, non accettiamo soluzioni al ribasso (destinate comunque a fallire)

Anaao Assomed da anni ormai solleva il problema della carenza di organico in PS.

Attualmente, in molti ospedali la grave carenza di urgentisti è coperta da colleghi di altre specialità (chirurghi, internisti, cardiologi, etc). Questa soluzione è stata da noi aspramente criticata, perché determina ulteriore allungamento delle liste d’attesa nei reparti specialistici e perché obbliga i colleghi ad un lavoro che non è il loro, per il quale non hanno una formazione specifica.