
Anaao Assomed Piemonte ha lanciato nel mese di marzo 2026 un sondaggio per fotografare l’opinione degli iscritti rispetto alle proposte formative delle Aziende sanitarie regionali. I medici e dirigenti sanitari dipendenti sono infatti tenuti ogni anno a raggiungere un numero definito di crediti che attestino la loro formazione continua: ci siamo chiesti dove, come e con quale soddisfazione si formino, e se il datore di lavoro si preoccupi o no di questo percorso.
I responders al sondaggio sono stati 304, distribuiti in tutte le Aziende del territorio con una lieve maggiore concentrazione in Asl Città di Torino, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, ASL TO4, ASL TO5 e ASL CN1. I generi sono risultati parimenti rappresentati.
Oltre il 42% dei dipendenti non ha idea che esista un Piano di Formazione Aziendale, con punte del 63% nell’ASL TO4 e del 60% nell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Ma anche laddove i medici sono a conoscenza dell’esistenza di un progetto formativo, per l’83,3% dei casi non vengono coinvolti nella scelta dei corsi e dei temi da trattare.
I corsi aziendali dovrebbero rispondere ai bisogni culturali dei medici, alle richieste di migliorarsi, alle necessità di colmare lacune o al desiderio di approfondire alcuni temi piuttosto che altri. Invece a quanto pare, si sceglie senza confronto, senza sentire chi poi dovrebbe seguirli, i corsi. E quindi, era inevitabile che il voto medio dato alle proposte aziendali di aggiornamento aziendali sia stato 4,5 su 10. Una grave insufficienza.
Secondo i responders, le Aziende contribuiscono poco o nulla all’aggiornamento di medici e dirigenti sanitari, solo il 4% sostiene che contribuiscano molto, contro un 69% complessivamente insoddisfatto.

Inoltre, ben il 61% dei responders afferma di non aver mai partecipato a corsi esterni a spese dell’Azienda, solo il 25% di aver partecipato 1 o 2 volte in 5 anni, dati inferiori rispetto a quanti hanno invece partecipato a corsi pagati dalle case farmaceutiche.

Tuttavia, complessivamente le case farmaceutiche contribuiscono poco all’aggiornamento, che quindi mantiene l’indipendenza da sponsor commerciali per i tre quarti dei responders.
Così, nonostante la formazione sia obbligatoria e dell’eccellenza dei servizi se ne facciano vanto le Aziende, i rispettivi Direttori fin su all’Assessorato, i medici devono aggiornarsi a proprie spese.

A proprie spese e nel proprio tempo libero, nonostante il Contratto Collettivo Nazionale preveda che 4 ore a settimana dell’orario di lavoro siano dedicate all’aggiornamento: il 67% dei responders utilizza tutto il proprio orario di lavoro per l’assistenza, e si aggiorna nel tempo libero.

Infatti, solo il 12% dichiara di aver svolto l’attività formativa durante le ore contrattualmente previste per la formazione, senza quindi sacrificare famiglia o tempo libero.
Ma aggiornarsi significa anche che qualcuno necessariamente quel giorno sostituisca il medico o il sanitario assente. L’organizzazione aziendale favorisce o penalizza chi è assente per aggiornamento? In oltre la metà dei casi tutto dipende dal mutuo soccorso tra colleghi. In pratica, se ti organizzi, ti aggiorni, altrimenti la tua formazione interessa all’azienda, sì, ma fino ad un certo punto.

La carenza di personale pesa, ma pesa in egual modo la mancanza di un’offerta formativa adeguata ed interessante.

Il sondaggio è dunque impietoso.
Da un lato evidenzia una grave inadempienza contrattuale, laddove evidenzia che le ore previste nel contratto non vengano poi realmente dedicate alla formazione. Dall’altra rivela un distacco tra chi decide ed organizza i corsi aziendali e coloro cui sono rivolti. I medici e sanitari non sono coinvolti nei progetti di formazioni, non sono agevolati per seguirli, l’aggiornamento di qualità è un fatto personale, se va bene di reparto, ma non aziendale.
Quando diciamo che un medico al giorno lascia gli ospedali del Piemonte, ecco, lo fa anche per questo. Perché non si investe nella sua professionalità.
Per tenerci i medici nel Sistema Sanitario, dobbiamo iniziare da qualche parte. Potremmo provare ad iniziare da qui.
Torino, 21 aprile 2026
Dott.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

