
La saga dei conti che non tornano alla Città della Salute non intende assopirsi.
Recenti notizie di giornale ora ci informano che il Fondo di Perequazione, che è un altro 5% del compenso dei medici e dirigenti sanitari (DS) che fanno intramoenia, è stato usato più o meno come un bancomat.
La legge prevede che questo Fondo serva per, in qualche modo, ripagare i medici e i DS che hanno limitate possibilità di fare attività libero professionale: per esempio Anaao ha proposto nel Confronto Regionale di inserire tra coloro che ne hanno diritto, i medici che lavorano nell’Emergenza-Urgenza.
Ora, pare che negli anni questo Fondo, la cui consistenza non è ben chiara, la cui composizione non è chiara e la cui distribuzione è in ritardo, sia stato suddiviso come un bottino tra figure cui non spettava nulla, come dirigenti e funzionari amministrativi.
In pratica, leggiamo quotidianamente articoli contro i medici che esercitano l’intramoenia, per poi scoprire che sull’intramoenia ci han mangiato tutti: Balduzzi non accantonata, perequazione di entità poco chiara e distribuita a pioggia, cifre non riscosse dal privato accreditato.
I medici sono stati additati a più riprese come affossatori del Sistema Sanitario Nazionale per aver esercitato, dopo le loro 8 ore di lavoro, dell’attività libero professionale per altro mediamente di scarsa entità. E poi veniamo a scoprire che questa attività libero professionale è stata il pozzo di San Patrizio per funzionari e amministrativi a causa di Direttori diciamo, per essere gentili, poco attenti.
Bene quindi esserci costituiti parte civile in un Processo che imputa i vertici del più o meno recente passato di Città della Salute per falso in Bilancio. Ma forse i processi da fare non sono finiti.
Perché in tutta questa storia, gli unici a pagare sono stati i medici, dirigenti sanitari e i pazienti. I primi due per i ripetuti attacchi infondati e perché questa malagestio rischia di infangare indirettamente anche il più nobile dei lavori, quello di cercare di salvare le vite. I pazienti, perché se il 5% della Balduzzi fosse stato accantonato ed usato per le liste d’attesa, se il Fondo di Perequazione fosso stato distribuito ai soli aventi diritto, ci sarebbero ora meno liste d’attesa e più medici nel sistema pubblico, anziché fughe nel privato.
Ora pretendiamo giustizia per questa gestione opaca, senza alcun controllo dei conti, senza supervisione, lasciata a manager che ogni anno sicuramente prendevano anche i premi di risultato. Sì, risultati raggiunti. Ma a favore di chi?
Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

