Sovraffollamento dei Pronto Soccorso durante le ultime festività Natalizie

da | Feb 9, 2026 | Primo Piano

Attesa in Pronto Soccorso: per molti ma non per tutti

I dati del sovraffollamento dei Pronto Soccorso durante le ultime festività Natalizie variano molto tra ospedale e ospedale, suggerendo che esistono strategie per ridurre l’attesa e rendere più attrattivo il lavoro nell’emergenza/urgenza. Abbiamo analizzato i casi virtuosi.

Anche durante queste festività natalizie i Pronto Soccorso e i DEA (P.S.) piemontesi hanno vissuto condizioni di sovraffollamento e attese per il ricovero (boarding) inaccettabili, con pazienti bloccati per giorni in spazi inadeguati, nonostante l’impegno straordinario del personale.

Una crisi annunciata e denunciata da anni, le cui cause sono note, ma che continua a riproporsi per l’assenza di una programmazione capace di reggere un impatto del tutto prevedibile.

Le cause (note) del blocco natalizio:

• Picco influenzale e stagionale.

• Ridotta risposta territoriale, dei medici di famiglia e dei pediatri di libera scelta, che nei prefestivi infrasettimanali sono reperibili ma con studi chiusi.

• Scarsa recettività delle strutture post-acuzie e intermedie (RSA, CAVS, lungodegenze, ecc.) nei festivi, con conseguente difficoltà nelle dimissioni.

• Chiusura degli uffici distrettuali (NOCC-bed manager- NDCC) che dovrebbero organizzare i percorsi post-acuzie dei pazienti.

• Riduzione delle prestazioni nelle strutture convenzionate.

Risultato: resta “a pieno regime” solo il Pronto Soccorso.  

Tuttavia, in questo quadro oramai noto, emergono alcune realtà virtuose.

In questa tabella abbiamo estrapolato, dai dati Regionali disponibili (incompleti alla fonte), la media dei pazienti in PS e in attesa di ricovero di alcuni ospedali del Piemonte, nei giorni che vanno dal 24 Dicembre 2025 fino all’Epifania, 6 Gennaio 2026.

Già dai numeri assolti, si notano ad occhio grossolane differenze tra presidi.

Ipotizzando un ipotetico “indice di boarding” ovvero il rapporto in percentuale tra i pazienti in attesa di ricovero e quelli da ricoverare, la differenza è molto evidente.

Gli ospedali di Ciriè, Vercelli, Verduno e AO Cuneo, nonostante abbiano un numero discretamente elevato di pazienti presenti in PS, dichiarano un boarding relativamente basso e un indice boarding non oltre il 22%.

Questo significa che i pazienti attendono meno per essere ricoverati, ma anche che il personale sanitario dell’Emergenza Urgenza non deve occuparsi della gestione clinica di pazienti che nulla più hanno di urgente, ma che necessitano invece di cure in reparti di degenza. 

La conseguenza più evidente è che in questo modo il personale ed i medici dei Pronto Soccorso possono dedicarsi completamente alla gestione delle emergenze e urgenze che arrivano in PS dal territorio, alla stabilizzazione di pazienti critici e il loro inquadramento diagnostico, all’esclusione di patologie potenzialmente urgenti.

Possono, in sintesi, fare il loro lavoro al meglio e riducendo le attese.

È interessante rilevare che negli stessi PS in cui il boarding non è un problema, anche la carenza di personale è sempre meno un problema. Tutte le realtà che abbiamo individuato con minor indice di boarding sono in controtendenza anche per quanto riguarda la carenza di personale: a Cuneo e Verduno sono ad organico pieno, a Ciriè e Vercelli hanno organico stabilmente in aumento e sono riusciti ad annullare il ricorso alle cooperative di gettonisti, di cui pure hanno dovuto avvalersi in passato come capita a buona parte dei PS piemontesi. Non è probabilmente un caso che siano proprio questi ospedali a riempire gli organici, a fronte di rilevanti dimissioni volontarie in tutta Italia di medici di PS: la letteratura scientifica recente suggerisce che il boarding abbia una correlazione con il burnout e addirittura con il moral injury che colpisce i medici d’urgenza. 

Ma come hanno fatto in questi ospedali ad annullare o ridurre fortemente il boarding? Certamente hanno beneficiato dell’applicazione rigorosa della normativa regionale vigente, che in altre realtà è disattesa: la DGR 6428 del gennaio 2023, che suggerisce una serie di possibili soluzioni al problema del boarding. Se quanto indicato nella DGR, adattato ai vari contesti, è applicato rigorosamente, fa la differenza. Non solo: da quando quella DGR è stata applicata, la situazione degli organici ha iniziato a migliorare, indicando che i due fenomeni sono strettamente correlati.

Nella DGR è per esempio prevista l’attivazione di percorsi cosiddetti Fast-Track, che prevedono l’invio di pazienti con sintomi non gravi e selezionati secondo criteri ben definiti, direttamente allo specialista, alleggerendo la lista d’attesa per il Pronto Soccorso e riducendo quindi i tempi di attesa per tutti.

Inoltre, viene indicato di limitare l’invio in PS i pazienti visitati ambulatorialmente e non urgenti: esami e approfondimenti devono essere gestiti direttamente da queste strutture senza gravare sui PS.

Ancora, la DGR indica la necessità di favorire l’effettuazione dei ricoveri anche nelle ore notturne, di attivare le discharge room, di istituire la figura del bed manager, di ottimizzare il lavoro del Nucleo Ospedaliero di Continuità delle Cure, di dare priorità in caso di sovraffollamento ai ricoveri da PS rispetto ai programmati, di limitare i ritardi per le consulenze in PS.

Ovviamente queste indicazioni non sono attuabili tutte ed ovunque e rimane cruciale il numero di posti letto per ricoverare che ciascun PS ha alle spalle, ma la DGR è uno strumento che anche se applicato solo in alcuni punti, può fare la differenza.

Infine, val la pena sottolineare che il benessere organizzativo in Pronto Soccorso passa non solo attraverso la riduzione del boarding ma anche attraverso il rigoroso rispetto delle tutele contrattuali, soprattutto in termini di eccedenza oraria. Lavorare oltre quanto previsto contrattualmente, aggiunge peso e stanchezza alla frustrazione di seguire pazienti oramai inquadrati e stabilizzati, in attesa di posto letto in reparto, e certamente i carichi di lavoro e le eccedenze orarie (non pagate né recuperate) pesano sulla scelta di alcuni colleghi di lasciare il PS.

L’eccedenza oraria diventa un cane che si morde la coda: un direttore di PS ha pochi medici, li carica di lavoro per non creare un disservizio alla popolazione rischiando però di perdere anche quei pochi che gli sono rimasti.

L’inverno del prossimo anno, è possibile che staremo di nuovo a scrivere di sovraffollamento in PS e di boarding.

Ma è anche possibile che invece alcune aziende inizino ad applicare almeno parte delle indicazioni della DGR, e che quindi l’elenco dei PS con poco boarding aumenti.

Forse poi, è anche possibile che la Regione finalmente monitori l’applicazione della sua DGR, invece di ignorare di averla siglata e accettare l’affollamento in PS come il freddo d’inverno, e che attivi una piattaforma completa con i dati di tutti i presidi, in modo da avere davvero il polso del boarding in tempo reale.

Noi, dal canto nostro, monitoreremo in modo sempre più stringente la corretta applicazione del contratto rispetto all’orario di lavoro.

Poi certo, sarà indispensabile aumentare i posti letto per ricoverare e potenziare la collaborazione con il territorio, ma questa è un’altra storia.

Torino, 7 febbraio 2026

Dr.ssa Roberta Marino
Segretaria Aziendale Anaao Assomed ASL VC

Dr. Matteo Traversa
Commissione Emergenza – Urgenza Anaao Assomed

Dr. Simone Agostini
Componente Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

Dr.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

Iscrizioni 2024

Entra nel mondo anaao assomed piemonte

 

Iscriversi all’Anaao Assomed, oltre a dare l’opportunità di un supporto sindacale competente e libero, ti offre molteplici servizi di carattere legale, assicurativo e previdenziale

 

SCOPRI DI PIù