
Oggi Anaao Assomed presenta alla Camera dei Deputati il Libro Bianco che fotografa, su base documentata, le inadempienze contrattuali e le distorsioni organizzative che nell’ultimo anno hanno gravato sulla dirigenza medica e sanitaria nel Servizio sanitario nazionale.
Il Piemonte, dai dati raccolti azienda per azienda, restituisce un quadro netto: tutte le 20 aziende rispondenti sono state oggetto di diffida a livello regionale (20/20 = 100%). In 6 aziende su 20 (30%) Anaao ha dovuto attivare la diffida anche a livello aziendale, a conferma di criticità reiterate che non trovano soluzione nei tavoli ordinari.
Le diffide regionali promosse da Anaao Assomed Piemonte riguardano in particolare:
• la corretta applicazione dell’articolo 27, comma 3 del CCNL, relativo recupero delle ore eccedenti lavorate;
• la corretta applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% alle prestazioni aggiuntive;
• la contestazione dell’illegittima richiesta del contributo del 5% Legge Balduzzi, sull’ALPI di 10 anni fa.
Le 6 aziende con diffida aziendale + regionale sono:
ASL CN1, ASL TO5, ASL BI, ASL CITTÀ DI TORINO, AOU Città della Salute e della Scienza, AO Mauriziano, ciascuna per motivazioni differenti e desumibili dal file allegato.
Inoltre il Libro Bianco fotografa Azienda per Azienda altri quattro capitoli riguardanti inadempienze contrattuali/legislative.
1) Il lavoro medico “fuori contratto”: orari, turni e reperibilità oltre i limiti
Il primo dato è che l’organizzazione del lavoro continua a scaricare sui professionisti il peso delle carenze di organico e della programmazione.
Nel campione piemontese risultano:
• Violazioni del riposo giornaliero di 11 ore (4/20 = 20%) in: ASL AL; ASL BI; AOU Città della Salute e della Scienza; AOU S. Luigi Gonzaga.
• Superamento delle 5 guardie mensili (5/20 = 25%) in: ASL TO4; ASL BI; ASL VCO; AOU Città della Salute; AOU Novara;
• Superamento delle 10 pronte disponibilità mensili (8/20 = 40%) in: ASL TO4; ASL TO5; ASL AL; ASL Città di Torino; ASL VCO; AOU Città della Salute; AOU S. Luigi Gonzaga, AOU Alessandria.
• Reperibilità/guardie svolte in sedi diverse da quella di assegnazione (7/20 = 35%) in: ASL CN1; ASL TO3; ASL TO4; ASL TO5; ASL Città di Torino; ASL VC; AOU Città della Salute.
Questi numeri indicano un problema strutturale: non “episodi”, ma un modello organizzativo che tende a normalizzare prestazioni e disponibilità oltre i limiti contrattuali, con impatto diretto su sicurezza delle cure e sicurezza degli operatori.
2) Contrattazione integrativa: avviata ma non chiusa nella maggioranza delle aziende
Secondo punto politico: la leva della contrattazione integrativa, che dovrebbe governare molte ricadute organizzative e professionali, resta incompleta.
La criticità “avviata ma non conclusa” riguarda 14 aziende su 20 (70%):
ASL CN1; ASL CN2; ASL TO3; ASL TO4; ASL TO5; ASL BI; ASL Città di Torino; ASL NO; AO Cuneo; AOU Novara; ARPA Piemonte; AOU S. Luigi Gonzaga; AO Mauriziano; IZSPLV.
Il dato è dirimente: se la contrattazione non arriva a conclusione, i professionisti restano esposti a discrezionalità e disomogeneità applicative, e il contratto diventa di fatto “teorico”.
3) Valorizzazione professionale e fondi: residui elevati e incarichi non regolari
Terzo punto: non basta chiedere responsabilità e disponibilità ai dirigenti, se poi la valorizzazione economica e professionale non viene resa esigibile.
• Incarichi professionali non regolarmente assegnati (4/20 = 20%) in: ASL CN2; ASL TO4; ASL BI; ASL Città di Torino.
• Residui non spesi del fondo incarichi in 15 aziende su 20 (75%): ASL CN1; ASL CN2; ASL TO3; ASL TO4; ASL TO5; ASL AL; ASL AT; ASL BI; ASL Città di Torino; AO Cuneo; AOU Alessandria; AOU Novara, AOU Città della Salute e della Scienza di Torino; ARPA, AOU San Luigi.
Qui la questione è chiara: se i fondi contrattuali restano in parte non utilizzati o non pienamente tradotti in incarichi e riconoscimenti, si alimenta demotivazione, fuga e difficoltà di reclutamento, in un contesto già segnato da carichi crescenti.
4) Diritti e sicurezza: non possono essere un adempimento “formale”
Quarto punto politico: diritti sindacali e sicurezza non possono essere dichiarazioni di principio.
• Contingenti minimi in caso di sciopero non definiti (1/20 = 5%): AO Mauriziano
• Misure di salute e sicurezza “non del tutto adeguate” (3/20 = 15%) in: ASL Città di Torino; AOU Alessandria; AO Mauriziano.
I dati del Libro Bianco Anaao Assomed sul Piemonte restituiscono un quadro che non può essere liquidato come episodico o marginale.
Nonostante un impianto normativo chiaro, un Contratto collettivo nazionale vigente e principi di tutela sanciti dalle leggi dello Stato, le violazioni nei confronti dei dirigenti medici e sanitari continuano a verificarsi in una quota rilevante di aziende.
Già solo il fatto che tutte le 20 aziende piemontesi rispondenti siano state oggetto di diffida regionale Anaao (100%), e che in 6 casi sia stato necessario procedere anche con diffide aziendali, dimostra che il rispetto delle regole non è automatico e che, senza un’azione sindacale costante, molte delle tutele previste resterebbero solo sulla carta.
Queste criticità fotografate confermano come il rispetto delle regole non possa essere dato per scontato.
In questo contesto, il ruolo del sindacato è quello di vigilare, segnalare, diffidare e quando necessario denunciare, per riportare dentro la legalità situazioni che, altrimenti, finirebbero per scaricare sui lavoratori il costo delle inefficienze del sistema.
Torino, 17 dicembre 2025
Dr.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

