
Uno dei fattori che incide nella decisione dei medici ospedalieri di lasciare il posto di lavoro pubblico e cercare alternative nel privato, è anche la scarsa valorizzazione, il mancato riconoscimento delle loro competenze: la progressione di carriera avviene per lo più solo (e poco) perché si invecchia, e non per promozione. Questo perché i tagli al personale sanitario degli ultimi 15 anni hanno colpito i medici anche nelle loro legittime ambizioni di carriera.
Negli anni sono stati uniti reparti, soppresse strutture, creati posti di direzione a “scavalco” tra ospedali, in modo da ridurre drasticamente i posti (e quindi le spese) per i Direttori di Struttura Complessa (ex primari) e Struttura Semplice.
Secondo i dati del Conto Annuale del Tesoro, dal 2010 al 2023 (ultimi dati disponibili) i posti per Direttore di Struttura Complessa (S.C.) sono diminuiti del 31%.

Se consideriamo solo gli ultimi 10 anni, la riduzione è, seppur in progressione, minore: del 13%, ma con una variabilità importante tra le aziende.
Infatti, tagli del 50% sono stati effettuati all’AOU San Luigi, seguita dal 40% dell’ASL di Alessandria e dell’AOU Città della Salute, e a seguire dal 33% all’ASL Biella e 30% all’ASL CN1.


Le Strutture Complesse soppresse si aggiungono a quelle clinicizzate negli ultimi anni, ovvero che sono passate da una Direzione Ospedaliera ad una Universitaria: 3 a Vercelli, 2 già attuate più altre 2 in programma a Biella, 3 ad Alessandria poi diventata AOU.
Un Direttore di SC ha un ruolo gestionale che non è né superfluo né inutile.
Se un Direttore di SC esercita scrupolosamente il proprio compito, contribuisce al contenimento della spesa, alla buona gestione del reparto, alla riduzione delle liste d’attesa e alla motivazione dell’équipe.
Ma oltre ai Direttori di SC, in questi anni sono stati drasticamente tagliati anche i ruoli di Direzione di Struttura Semplice (SS), che pur dipendendo dalla Struttura Complessa, hanno responsabilità di gestione di risorse umane, strumentali e finanziarie.
Sempre secondo i dati del Conto Annuale del Tesoro, in Piemonte i Direttori di SS nel 2010 erano 1.159, per scendere a 1.113 nel 2013 e crollare in 10 anni a 694, nel 2023. Un taglio in 13 anni del 40%, del 38% negli ultimi 10.

Se entriamo nel dettaglio degli ultimi 10 anni, che sono i più significativi, l’azienda che ha subito il taglio maggiore è stata l’AOU Città della Salute con il 74%, ma anche ASL periferiche e con gravissime carenze di personale sono state vittime di tagli drastici, come l’ASL VCO (48%), ASL AL (44%) e ASL TO4 (43%).
In questi 10 anni alcune aziende hanno aumentato le Strutture Semplici, come l’AO Mauriziano e l’AOU San Luigi, che partivano da cifre davvero molto basse (8 SS per il Mauriziano e 9 per il San Luigi).

Insomma, lasciare un reparto o un servizio senza Direttore (partendo dal presupposto che sia un buon direttore) forse farà risparmiare qualcosa, ma certamente non aiuta a migliorare la qualità dell’assistenza.
Il problema quindi va ben oltre il rischio di frustrare le legittime aspirazioni di carriera dei medici: è il segnale di un progressivo impoverimento del Servizio Sanitario Pubblico, che rischia di perdere competenze, motivazioni e capacità di cura.
Torino, 11 novembre 2025
Dr.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

