Costituite le Federazioni sanitarie nel Piemonte
Pubblichiamo il comunicato stampa dell’Ufficio Stampa della Giunta Regionale del Piemonte e lo Statuto di una Federazione.
Leggi il testo del comunicato stampa
Statuto Federazioni sanitarie
Rassegna stampa sanitaria Piemonte del 17 maggio 2012
TORINO: “Così ridurremo la spesa sanitaria” (La Stampa)
TORINO: “Federazioni, risparmieremo 150 milioni” (La Repubblica)
TORINO: “Le nostre richieste per il nuovo rettore” (La Stampa)
TORINO: Università, dieci richieste al rettore che verrà “Primo imegno: più risorse” (La Repubblica)
VERBANIA: “Emodinamica sarà al San Biagio” (La Stampa)
BIELLA: Un manager alla guida della Sanità “federata” (La Stampa)
Tremila primari di troppo, cala l’accetta sui responsabili di struttura complessa
La filosofia dei tagli lineari si abbatte sui primariati. L’articolo uscito domenica scorsa su repubblica presenta un grafico, Regione per Regione, in cui sono enumerati, secondo stardard appositamente definiti da una Commissione, quanti sono i primariati da tagliare. Se il caso della Campania (795 primariati da tagliare) è emblematico, il Piemonte si colloca appena sotto alla Toscana (393) con 357 “decapitazioni” programmate, davanti a Sicilia e Calabria. E’ una filosofia che non convince. Innanzitutto, per le strutture ospedaliere, si parte sul numero di posti letto (17,5) sotto al quale il responsabile di struttura complessa non è giustificato. Quale sia il ragionamento che ha portato ad un numero di posti letto con un decimale è francamente un mistero (come un mistero comprendere perchè non si sia arrotondato a 17 o 18).
Si ignora ad esempio il fatto che vi sono strutture assai “complesse” per livello di assistenza che (fortunatamente) non raggiungeranno mai tale numero di dotazione di posti letto (rianimazioni, centri grandi ustionati, cardiorianimazioni). Non si sa se nel calcolo siano stati inclusi o esclusi casi in cui i posti letto non ci sono ma che necessiterebbero di un responsabile (radiologie, anatomie patologiche, laboratori analisi, centri trasfusionali). Il caso di un pronto soccorso con 100.000 passaggi all’anno ad esempio, che può vantare “solo” 10 posti letto di osservazione breve intensiva (OBI), rientra o meno in questa falcidia?
Innegabile che alcune strutture complesse lo sono solo di nome e non di fatto, che altre andrebbero accorpate e che interi ospedali non rientrano più in parametri decorosi di sicurezza edilizia e di standard qualitativi adeguati per l’assistenza, ma siamo sicuri che siano state fatte valutazioni tecniche e non solo “numerologiche”?
Siamo certi, ad esempio, che in tale contesto rientrino anche i reparti universitari e se anche fosse, che tali strutture saranno trattate alla fine allo stesso modo?
E’ singolare che, in questo grafico, una Regione che ha tagliato in modo massiccio i piccoli ospedali (la Toscana) esista un sovrannumero addirittura superiore a quello del Piemonte. Ci convince ancora meno che la Sicilia e il Lazio, con voragini debitorie impressionanti abbiano, messe insieme, solo 473 esuberi di primari. Sicuramente in queste due Regioni esiste una presenza del privato elevatissima e quindi, dato che il conteggio è relativo sicuramente solo al settore pubblico, la relativa esiguità degli esuberi possa essere spiegata con la progressiva riduzione degli erogatori pubblici. Ma i numeri buttati in questo modo non possono essere accettati acriticamente.
Rimane il fatto che si parte sempre e solamente dalla punta dell’iceberg e si omette di valutare, ad esempio, se le dotazioni organiche nelle strutture sono adeguate sulla base dei carichi di lavoro o se, non sia il caso, con un atto del Governo, stabilire una volta per tutte, cosa lo Stato intenda per Ospedale in termini di collocazione geografica, numero di posti letto e sostenibilità, per imporre subito una revisione della rete ospedaliera, ostaggio in questa o quella Regione, dei politici locali.
Ma questo sarebbe un lavoro serio. D’altronde se neanche con le linee guida dell’OMS si riescono a chiudere punti nascita che in altri Paesi industrializzati non esistono non c’è da aspettarsi nulla di buono.
Sovviene però una questione non secondaria anche per i “tagliatori di teste”. Parlare anche dei “primariati” amministrativi o dei Dipartimenti amministrativi è vietato?
Quei tremila primari di troppo (La Repubblica)
ENPAM: le iniziative e interrogazioni dei parlamentari
In questo post le ultime interrogazioni presentate dai Parlamentari relativamente alla gestione finanziaria dell’ENPAM. Come si può evincere, tutte le forze parlamentari hanno presentato interrogazioni in forma scritta con pesanti riferimenti ai fatti emersi durante le ultime indagini della Procura di Roma
Interrogazione a risposta scritta 4-15966 presentata da DONATA LENZI (PD martedì 8 maggio 2012, seduta n.628 Camera Deputati)
Interrogazione a risposta scritta 4-07359 presentata da ELIO LANNUTTI (IDV giovedì 26 aprile 2012, seduta n.716 Senato)
Interrogazione a risposta scritta presentata da GIAMPAOLO BETTAMIO (PDL 18-7-2011 S.4/05610 Controllo sulle operazioni finanziarie dell’ENPAM – Senato della Repubblica)
Rassegna stampa sanitaria Piemonte del 11 maggio 2012
TORINO: Prime nomine ai vertici degli ospedali e delle Asl (La Stampa)
ALESSANDRIA: “Sentirò i sindaci ma dopo farò i tagli alla sanità” (La Stampa)
ASTI: All’Asl arriva il nuovo direttore sanitario (La Stampa)
BIELLA: La svolta dell’Asl “Ridurre le spese e i tempi d’attesa” (La Stampa)
CUNEO: Due milioni per la “Sala ibrida” (La Stampa)


