L’ eterna attesa dell’abbattimento delle liste d’attesa

di E.Stramignoni, F. Bianchi, C. Rivetti

Se è vero che le prossime elezioni regionali punteranno sulla sanità, è altrettanto vero che la sanità punta sulle liste d’ attesa. Problema reale, che se condito con un po’ di demagogia, potrebbe aiutare lo zoppicante sostegno elettorale di questa giunta in via d’ uscita. Poi, è una delle priorità ministeriali.

E quindi, che abbattimento delle liste d’attesa sia.

Le liste d’ attesa, oltre al ritardo diagnostico e di offerta del servizio, sono causa di almeno tre problemi indiretti: la rinuncia alle cure (5 milioni di italiani nel 2014), l’accesso inappropriato nei Pronto Soccorso (stimato del 25% su tutti gli accessi), l’aumento della spesa out-of poket (nel 2016 sono stati spesi  € 11.000 milioni  di cui € 1.300 milioni di ticket   per visite specialistiche ed esami diagnostici). Il problema esiste.

Cosa fare ? A quanto pare ci sono 10 milioni di euro a disposizione dall’ autunno per l’ abbattimento delle liste d’attesa e le proposte che leggiamo sui quotidiani parlano di ambulatori aperti fino alle 20, di sabato, di domenica.

Prima nostra richiesta, detta a gran voca e ripetuta allo spasmo: coinvolgere i medici, quindi coinvolgere i sindacati.

Cerchiamo soluzioni comuni, coinvolgeteci, coinvolgeteci.

Quindi, andiamo per punti :

  1. Consumismo sanitario . Le stime internazionali parlano di una variabile percentuale di visite specialistiche ed esami inappropriati che oscilla tra il 30-50%. In una recente ricerca FNOMCeO-Slow Medicine, ben il 44% dei medici intervistati ha dichiarato di ricevere frequentemente richieste di esami non necessari, che nel 36% dei casi vengono prescritti se il paziente insiste. I più bersagliati sembrerebbero i medici di famiglia. Tra gli strumenti utili a convincere i pazienti, i medici mettono al primo posto (88%) il tempo per la relazione di cura, per il dialogo e la discussione, poi la disponibilità di materiale informativo. Quindi: lavoriamo sull’ appropriatezza. Ma non paventando sanzioni bensì condividendo percorsi,  con la consapevolezza che se non dedicheremo adeguato tempo ai pazienti  non otterremo nulla.
  2. Assunzioni, assunzioni , assunzioni.  La quota spesa dal servizio sanitario per i dipendenti, è passata in Piemonte, dal 38% del totale della spesa nel 2001, al 33,7% nel 2016. Questa riduzione è causata prevalentemente dagli effetti del blocco del turn over, imposto dal Piano di Rientro.Che ha anche imposto la chiusura di servizi, di ambulatori, di reparti. Se vogliamo aumentare l’ offerta di prestazioni, bisogna assumere. Con rare eccezioni, la maggior parte dei medici dipendenti conclude ogni anno lavorativo con molte ore eccedenti, che non verranno mai recuperate o pagate. Come si può chiedere, per esempio, di lavorare ulteriormente ai circa 700 medici della città della salute (non tutti  1200 fanno straordinario, per differenti tipologie lavorative) che ogni anno maturano un totale di 230.000 ore  eccedenti ? E’importante ricordare che i medici nell’ultimo ormai antico CCNL hanno già accettato la sottrazione di 30 min a testa alla loro formazione per la riduzione delle liste d’attesa,  milioni di ore in aggiunta all’orario di lavoro sottopagate e spesso non utilizzate per scarsa volontà/capacità organizzativa. Occorre investire fortemente, in Sanità, sul capitale  umano: negli ultimi due anni (2016-2017), solo per fare un esempio, il Servizio sanitario dell”Emilia-Romagna ha visto 5.000 assunzioni a  tempo indeterminato, di cui 1.450 stabilizzazioni di precari, con un  costo complessivo per la Regione, di 24 milioni di euro ed un abbattimento rapido ed efficace delle lista d’attesa.
  3. Tempari . Questo punto lo liquidiamo velocemente. La Regione Lazio aveva cercato di abbattere le liste d’attesa attraverso il taglio della durata di 63 prestazioni specialistiche ma il TAR (sentenza di un mese fa) è stato chiaro: la durata della visita è esclusiva competenza dello specialista e le liste d’attesa si abbattono con l’aumento di risorse umane e strumentali. Voilà. Con buona pace del metodo Moirano-Gullstrand
  4. Privato convenzionato. Nel 2017 il Piemonte ha speso 215,4 milioni di euro per le prestazioni ambulatoriali nel privato convenzionato. Secondo le dichiarazioni del presidente di ANISAP alla Stampa, il 65% delle prestazioni del SSN. Abbiamo risparmiato? Non abbiamo dati per sostenerlo, ma indagini giornalistiche fatte su altre regioni ci dimostrano che in realtà in privato convenzionato costa di più, molto di più. In Sardegna sembra le fistole artero-venose, che costano nel pubblico 800 euro, siano state pagate al convenzionato quasi 5000 euro. Quel che possiamo dire con certezza è che nel convenzionato l’appropriatezza non è una priorità ed il rischio di auto-induzione di accertamenti (si consiglia approfondimento con … ) è alto.  Senza considerare la frammentazione del percorso di cura, in genere garantito nel SSN. L’ iniziale progetto regionale di riservare al pubblico le prime visite e di affidare al convenzionato controlli inseriti in precisi PDTA era una buona mediazione, ma non è mai partito.
  5. Libera professione a favore dell’azienda, con defiscalizzazione o incremento della relativa remunerazione. Se non ci saranno abbastanza medici da assumere, e non ci saranno, questa potrebbe essere una valida alternativa. Ma solo se volontaria, perché comunque non siamo propensi a monetizzare il disagio. E senza pesare sui fondi contrattuali ma con fondi a carico del bilancio dell’azienda.
  6. Telemedicina: la gestione a distanza di alcune specifiche prestazioni può  ridurre gli accessi (e quindi le liste di attesa) e migliorare gli outcome clinici, ma non ha al momento un riconoscimento drg: medici ed infermieri che svolgono attività di controllo remoto lo fanno spesso su base volontaria e queste prestazioni vengono raramente computate tra quelle svolte
  7. Lavoro in equipe. Medici, infermieri, tecnici e personale amministrativo sono coinvolti a vari livelli nell’erogazione della prestazione sanitaria. Tutte queste figure hanno inquadramenti contrattuali differenti ma l’organizzazione del lavoro va armonizzata. E’ esperienza comune di tutti i medici che terminano regolarmente l’attività oltre l’orario stabilito, che da una certa ora in poi il personale di supporto sia assente per cui il medico diventa anche infermiere, OSS e segretaria .
  8. Adempimenti burocratici. La burocrazia toglie il 30% del tempo all’atto medico, riducendo di fatto il numero di prestazioni che possono essere erogate. I sistemi informatici attualmente in uso, invece che ridurre tali tempi, li moltiplicano: è necessaria ed urgente una riforma ed una omogeneizzazione dei sistemi informatici, che consenta di sveltire i procedimenti ed ai professionisti di dialogare tra loro. Arrivare a situazioni paradossali in cui si richiede di rinunciare ad erogare una prestazione perché il sistema informatico non è aggiornato è un esempio di inefficienza.
  9. ALPI. Sostenere, come ha fatto il ministro, che la libera professione in intramoenia dei medici faccia aumentare le liste di attesa è demagogico e fuorviante. I medici esercitano la libera professione durante il proprio tempo libero, al netto della copertura dell’orario contrattuale e delle numerose ore di straordinario non pagato “regalate” alle Aziende. I dati nazionali relativi alla ALPI in regime ambulatoriale indicano come essa rappresenti circa il 7% dell’attività svolta in regime istituzionale. L’attività istituzionale rimane, pertanto, sempre ampiamente prevalente.

Insomma, il problema c’è da tempo ed è stato acuito dal taglio del personale e dei servizi degli ultimi anni. Ora non si pensi di risolverlo senza assunzioni, senza adeguata remunerazione del personale, senza un progetto a lungo respiro. E soprattutto senza coinvolgere chi lavora e vive in prima persona la realtà “liste d’attesa” .

Dott. Emanuele Stramignoni

Dott.ssa Francesca Bianchi

Dott.ssa Chiara Rivetti

 

 

 

 

 

 

 

Notizie regionali del 22 giugno

CUNEO “L’obiettivo comune è ridurre le liste d’attesa per visite e esami”
ALESSANDRIA ecco il collegio universitario in attesa del corso di laurea in Medicina

Notizie nazionali del 22 giugno

ANAAO SUI MEDIA
“Assurdo vietare a noi medici i due lavori”. Ai camici bianchi non è piaciuta la proposta della Grillo per ridurre le liste d’attesa in ospedale. L’articolo riporta il commento di Carlo Palermo, Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed.
LA STAMPA

«Contratto e non solo: il disagio nel Ssn è solido. Aumentare gli organici del 10% e aprire i concorsi agli specializzandi». Intervista a Carlo Palermo, Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed.
SANITÀ24

LAZIO. Il giudice del lavoro di Frosinone boccia la Asl e annulla la delibera di valutazione e premialità delle strutture mediche aziendali. L’azienda sanitaria dovrà “piegarsi” alla contrattazione sindacale collettiva. L’articolo cita l’Anaao Assomed.
RADIOCASSINOSTEREO

VENETO. La carenza dei medici a Ginecologia: Castelfranco chiude a luglio. Montebelluna ad agosto. Misura senza precedenti.  L’articolo riporta il commento di Pasquale Santoriello, Segretario Aziendale Anaao Assomed.
TRIBUNATREVISO

SANITÀ
Intervista a Giulia Grillo, Ministro della Salute. “Sanità campana dossier sul ritorno del commissario”. Il ministro Grillo: “Troppi piccoli ospedali. Medicina, discutiamo del numero chiuso”.
IL MATTINO

Intervista a Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria. “Un polo d’attrazione dall’estero. L’industria farmaceutica italiana mette in evidenza performance positive, molto superiori alla media Ue, in virtù di un’efficiente sinergia di filiera tra colossi internazionali, centri di eccellenza e Pmi.
IL SOLE 24 ORE – FOCUS

Intervista a Iain Mattaj. Tra industria e ospedali, Milano luogo della ricerca. Il direttore dello Human Technopole arriva dallo European Molecular Biology Laboratory di Heidelberg. “Mi ha convinto il modello Fondazione, che potrà proteggere l’HT da molti dei problemi endemici italiani”.
IL SOLE 24 ORE

La nostra salute nel 2050. Così medici e autonomi ci faranno vivere a lungo. Apparecchi connessi in 5G, mega computer come Watson di Ibm e dottori robot. Obiettivo: curare oltre 12mila malattie e arrivare a 150 anni.
IL GIORNALE

È il tempo dei nuovi Eroi. È il servizio che salverà l’uomo futuro, di Oscar di Montigny.
IL GIORNALE

PARLAMENTO
Commissioni, il “Cencelli” M5S-Lega. Ai Cinquestelle 17 presidenze, alla Lega 11. Ora gli organismi di garanzia. Ci sono anche le compensazioni per chi era rimasto escluso dal governo.
IL SOLE 24 ORE 

PENSIONI
Quota 41 più avanti. Quota 100 subito per 300mila. Nella platea dei candidati alle nuove pensioni anticipate prevalgono lavoratori dipendenti con carriere lunghe e continue, residenti al Nord o impiegati nella Pa. Allo studio operazione in due tappe: subito uscita con 64 anni di età e 36 di anzianità, poi la pensione con 41 anni di contributi.
IL SOLE 24 ORE 

CASSA PROFESSIONISTI
Un mutuo soccorso tra le Casse. Fondo di solidarietà. Per aiutare gli enti in difficoltà, lo annuncia il Presidente dell’Adepp, Alberto Oliveti.
ITALIA OGGI

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Se questa è un’offerta di lavoro

La risposta di Anaao Giovani Piemonte all’ indagine del Corriere della Sera Torino sulle offerte di lavoro estivo per giovani medici

Secondo le ultime stime dell’Istat, in Italia il tasso di disoccupazione è fermo all’11,2% mentre tra i giovani risale al 33,1%. Se si sfogliano i giornali, quotidianamente si vedono articoli sulla disoccupazione, su licenziamenti in intere fabbriche ecc…

Come può il lettore del Corriere della Sera Torino, leggendo l’articolo del 18/06 dal titolo “Sei medico? Tre offerte di lavoro in trenta minuti”, provare simpatia per la nostra categoria, se i giovani colleghi non accettano di lavorare in un periodo di forte crisi per tutti ?

Nell’ articolo la giornalista, con un breve giro di telefonate, riesce a  trovare rapidamente numerose offerte di lavoro nei campi estivi per i bambini,  concludendo che  con un po’ di buona volontà per i medici il lavoro abbonda.

Il lettore si chiederà come può un giovane medico lamentarsi se in mezz’ora può trovare ben tre lavori pagati! Chiunque sarebbe autorizzato a dire che i giovani dottori appartengono ad una “casta”, che sono dei privilegiati e che pretendono tanti soldi per lavorare.

Ma la situazione, non è poi così semplice . Queste associazioni ricercano soprattutto medici, principalmente appena usciti dall’università, con quindi poca esperienza e soprattutto poche pretese, per coprire turni di 24 ore continuative per più settimane nei campi estivi che ogni anno, in tutta Italia, vengono organizzati per i bambini, con le più svariate offerte di intrattenimento.

Invito chiunque a considerare quello che spesso questi centri, dove, come riporta la giornalista, “non succedere mai nulla”, offrono al giovane medico: un piccolo stipendio associato ad una vacanza in montagna, dove sei lì a rilassarti, con vitto e alloggio. Lasciamo da parte il discorso economico relativo al piccolo stipendio offerto ( 95 euro nette per 24 ore, 3,95 euro all’ora con vitto ed alloggio, attenzione!) , discorso che potrebbe subito causare forte indignazione e antipatia per la nostra categoria considerata “esosa” nelle richieste economiche: la verità è che non è tutto oro quello che luccica. 

Se parli con qualche collega “inesperto” che ha accettato come primo lavoro quello di fare il medico in questi centri, attirato da lustrini e paillettes, non troverai quasi nessuno pronto a ripetere l’esperienza. Ti riferisce di essersi ritrovato ad intervenire continuamente, su qualunque problema clinico, a qualunque ora perché gli animatori hanno un medico a disposizione e  giustamente lo chiamano. Di aver lavorato in ambulatori non sempre forniti di materiale idoneo, raramente di un defibrillatore.

Ed ovviamente qualunque cosa successa, la responsabilità medico-legale è del medico del centro estivo. Una responsabilità nei confronti di bambini di tutte le età, che chiunque capirebbe essere importante. Specialmente se il giovane medico è alle prime armi.

È vero, non succede quasi mai nulla, ma se succedesse qualcosa,  scommettiamo che i genitori se la prenderebbero con il medico? Mi chiedo perchè, Io, giovane dottore, per meno di 4 euro netti l’ora, debba andare in un paesino di montagna o al mare, a rischiare di tutto e di più, lavorando 24 ore su 24, e soprattutto prendendomi delle responsabilità enormi? Per la gloria, per l’aria pulita di montagna?

Facendo tutte queste queste precisazioni , appare  più chiaro che  quello che viene  offerto  non è per nulla allettante ed è per questo che non si  trova personale.

Dott. Francesco Cuniberti

Consigliere regionale ANAAO Giovani

Leggi l’articolo del Corriere della Sera

 

Notizie regionali del 21 giugno

ALESSANDRIA “Un nuovo ospedale e la vendita di quelli di Novi e Tortona” (La Stampa Alessandria)
CUNEO Nuovo ospedale Bruno Ceretto è presidente della Fondazione (La Stampa Cuneo)
NOVARA Il Maggiore si allea con la Cina per la lotta al cancro (La Stampa Novara)
VERCELLI Larizzate, non solo Amazon Il borgo sogna di rinascere (La Stampa Vercelli)
Regione, “il voto sarà sulla Sanità” (Lo Spiffero)

Notizie regionale del 20 giugno

ALESSANDRIA Ad Alessandria serve un ospedale nuovo (Lo Spiffero)
TORINO “Mesi per fare un esame” Il rebus delle liste di attesa (La Stampa Torino)
TORINO i​La protesta dei privati “Ci chiedono una mano ma a budget invariato” (La Stampa Torino)
TORINO La Regione tra Roma e le elezioni “Dieci milioni per dare risposte” (La Stampa Torino)
ALESSANDRIA Prove di intesa tra azienda ospedaliera e ASL (La Stampa Alessandria)
VERCELLI Le associazioni raccolgono fondi per la pediatria
ALESSANDRIA Non era lombalgia, morì di aneurisma “nessuna colpa”(La Stampa Alessandria)

Notizie nazionali del 19 giugno

ANAAO SUI MEDIA
Indagine Anaao Assomed sulle aggressioni ai sanitari. Intervista a Costantino Troise Segretario Nazionale Anaao Assomed
RADIO UNO-LA RADIO NE PARLA 

Il problema delle liste d’attesa non dipende dall’intramoenia. Ecco dove è necessario intervenire. Intervento di Carlo Palermo Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed
QUOTIDIANO SANITÀ

CAMPANIA. Napoli, Ospedale del Mare: un nuovo stop dai manager, apertura fra tre mesi. Il commento di Carlo Melchionna, Segretario Anaao
LA REPUBBLICA-NAPOLI

ABRUZZO. Chirurgia vascolare a Teramo, il nuovo primario è Filippo Gianfelice.
CERTASTAMPA.IT
EMMELLE.IT

SANITÀ
Intervista al Coordinatore degli Assessori alla sanità Antonio Saitta: “C’è carenza di specialisti dovunque. Formati 2459 professionisti in meno”.
IL MATTINO

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Notizie regionali del 19 giugno

Bus navetta da Alba e Bra verso l’ospedale di Verduno (La Stampa Torino)
Liste d’attesa, Ambulatorio cambia orari (Corriere della Sera Torino)

Notizie regionali dal 16 al 18 giugno

Liste d’attesa, Saitta ha un piano (Lo Spiffero)
Sei medico? Tre offerte di lavoro in trenta minuti (Corriere della Sera ed. Torino)
TORINO: Dieci milioni per abbattere le liste d’ attesa (Corriere della Sera ed. Torino)
TORINO: La mossa della Regione: arrivano 10 milioni per tagliare le attesa (La Stampa ed. Torino)
TORINO: Saitta finisce sotto il fuoco amico per le liste d’ attesa (La Repubblica ed. Torino)
TORINO: L’ elenco degli avvocati per le cause dell’ Asl finisce all’ Anti corruzione (La Stampa ed. Torino)
ALESSANDRIA: Liste d’attesa. Sulle Asl il “fuoco amico” dei consiglieri Pd (La Stampa ed. Alessandria)

Il problema delle liste d’attesa non dipende dall’intramoenia. Ecco dove è necessario intervenire.

Affermare che quello della libera professione sia il meccanismo principale che impedisce ai cittadini l’accesso equo ai servizi è certamente ingannevole. Serve, piuttosto, una grande campagna di assunzioni nel Ssn, incentivare il ricorso all’istituto della produttività aggiuntiva nell’ambito di accordo contrattuali regionali e aziendali ed estendere ai programmi di abbattimento delle liste d’attesa i benefici fiscali e contributivi previsti per l’incremento della produttività nel privato.
Leggi l’articolo di Carlo Palermo- Vice Segretario Nazionale Vicario Anaao Assomed – su Quotidianosanità.it

Notizie nazionali dal 16 al 18 giugno

ANAAO SUI MEDIA
Indagine Anaao Assomed sulle aggressioni ai sanitari.
AGI
CORRIEREDELLASERA.IT
GIORNALE NOTIZIE
LA VOCE D’ITALIA
ROVIGO IN DIRETTA

Contratti a termine: l’Europa dice no, Ssn ne abusa. Intervista a Eleonora Albanese, componente dell’Esecutivo Nazionale Anaao Assomed.
DOCTOR33

LOMBARDIA. “Sacrifici in ospedali medi, ma si salvi il punto nascita nell’alta Valseriana”. Stefano Magnone, Segretario Anaao-Assomed Lombardia, interviene sull’annunciata chiusura dei punti nascita di Piario e altre tre ospedali regionali.
BERGAMO NEWS

LOMBARDIA.“L’ospedale non deve diventare la nostra casa”. “Il problema è l’organizzazione del lavoro. Pensare che la qualità del papa Giovanni sia figlia del tanto lavoro di pochi è sbagliato”. Dopo le critiche del professor Remuzzi alla normativa che prevede dei limiti all’orario di lavoro dei medici, la risposta di Annapoaola Callegaro Segretario Aziendale Anaao Assomed Ospedale Bergamo.
BERGAMO POST

MARCHE. “Le assunzioni non bastano e sulla sanità privata si guardi al modello della Toscana”. Stabilizzazioni, nuove assunzioni e rapporto con il privato. Ecco i temi sui quali Anaao Assomed Marche continua a sollecitare l’attenzione della giunta regionale. L’articolo riporta il commento di Oriano Mercante Segretario Anaao Assomed Marche.
ANCONA TODAY
CENTROPAGINA

SANITÀ
Stipendi, i medici incassano 66mila euro l’anno. Le novità dal fisco.
DOTTNET 

Piano per ridurre le attese in corsia. La ministra Grillo scrive alle Regioni.
LA STAMPA

La protesta delle ambulanze. “Basta con il numero unico 112”. Il Direttore del 118: “Torniamo indietro per noi 40 secondi vogliono dire vita o morte”.
LA REPUBBLICA

L’inganno dei numeri delle assicurazioni. Rinuncia alle cure mediche.
IL FATTO QUOTIDIANO

Ospedali senza organico causa ferie. A Padova chiusi interi piani, a Bari 300 posti in meno, a Genova rinviate 50 operazioni: la mappa dei disagi.
LIBERO

Gran Bretagna. “Brexit, regalo da 20 miliardi alla sanità”. Annuncio in tv della premier May. Meno fondi all’Ue e più al sistema pubblico.
IL GIORNALE

ECONOMIA
Massimo Garavaglia il batterista di Maroni ora a via XX Settembre si suona il federalismo. Profilo da tecnico ma carriera tutta politica, il delfino di Salvini nominato viceministro per l’Economia è un convinto sostenitore del decentramento fiscale ma consapevole dei vincoli di finanza pubblica e deciso a dare battaglia in Europa.
LA REPUBBLICA AFFARI & FINANZA

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Pronto Soccorso, codice rosso – parte prima

di Chiara Rivetti 

L’ASL di Asti ricerca due medici per attività di Pronto Soccorso, cui conferire un incarico libero professionale. Ma la penuria di specialisti obbliga a non prevedere il titolo di specialità tra i requisiti di ammissione.

Organico ridotto. Due dottoresse in maternità. Le ferie alle porte.

E alla M.E.C.A.U dell’Ospedale di Asti, con un DEA di II livello dai 50.000 passaggi l’anno, bandiscono un avviso pubblico per due incarichi libero professionali per 4 mesi, alla ricerca di medici.

L’intenzione è sostituire le maternità,  consentire a tutti di fare le ferie ed evitare turni massacranti ai medici che rimangono. Problemi che altrove non sempre vengono affrontati e che riscontrano sensibilità diverse sul territorio regionale.

Il bando però non prevede il titolo di specializzazione tra i requisiti dei medici. E’ precisato che i professionisti saranno supervisionati e dovranno gestire pazienti con bassa priorità, ma si tratta pur sempre del DEA. Il reparto (dati nazionali, rapporto Marsh 2018) con il 10% di denunce, il 65% di queste per errori diagnostici. Il reparto dove si decide il ricovero dei pazienti, e gli esami e le consulenze cui sottoporli, che quindi a cascata coinvolge l’attività di pressoché tutto l’ospedale. Quello che esplode durante le epidemie influenzali, le ondate di calore e che tra una piaga e l’altra non se la passa comunque bene.

Medici non specialisti in un ospedale pubblico? Sono forse impazziti? No, non ad Asti almeno.

La realtà è che non ci sono specialisti disponibili, nessun medico in graduatoria nei concorsi già espletati in altre ASL è interessato, nessuno con la specialità in medicina e chirurgia d’ accettazione e d’ urgenza, medicina interna, chirurgia o equipollenti.

Gli specialisti sono pochi, la programmazione universitaria ha fallito miseramente, sono iniziati i pensionamenti che nei prossimi anni aumenteranno. E dei pochi specialisti, non tutti sono disponibili ad affrontare lo stress dei pazienti in attesa, i turni disagevoli con numerose notti e weekend, il rischio di aggressioni.

Cercheremo di fotografare tutte le situazioni come questa presenti in Piemonte.

Perché forse in assessorato non è chiaro che il problema è già esploso e non potrà che peggiorare. Che le soluzioni sono urgenti, dovevano essere prese ieri. Che i tavoli di lavoro devono produrre, essere concreti, dare risposte.

L’Anaao, che denuncia il problema dal 2014, ha chiedo con forza l’aumento dei posti nelle specialità. E nel frattempo, per tamponare l’emergenza, ha proposto che il percorso formativo degli specialisti  avvenga prevalentemente all’ interno del SSN, a condizione che sia in modalità regolamentata dal contratto e  aggiuntiva rispetto alle dotazioni organiche, e che si possano assumere in deroga gli specializzandi degli ultimi anni, limitatamente al periodo di criticità .

E questo solo per garantire i servizi, non per migliorane la qualità o le condizioni dei lavoratori. Per ora ci risulta ci sia un gruppo di lavoro, in Piemonte. Speriamo si sbrighi, prima che chiudano i Pronto Soccorso (e non solo quelli) per carenza di organico.

Leggi il bando

VIDEO: Italia senza specialisti, cosa fare?

SONDAGGIO ANAAO ASSOMED SULLE AGGRESSIONI AI SANITARI: ALLARME ROSSO PER I MEDICI DI PRONTO SOCCORSO E PSICHIATRI. IL 66% HA SUBITO AGGRESSIONI VERBALI O FISICHE: UN VERO BOLLETTINO DI GUERRA.

Il 65% circa dei partecipanti alla survey ha risposto di essere stato vittima di aggressioni, di questi il 66,19% riferisce aggressioni verbali mentre il 33,81% aggressioni fisiche. Una ulteriore analisi regionale evidenzia che la percentuale di aggressioni sia fisiche che verbali si incrementa al 72,1% nel Sud e nelle Isole. Dato ancora più allarmante per i Medici che lavorano in Pronto Soccorso e 118 dove le stesse percentuali salgono all’80,2%. Indagine a cura di Elisabetta Lombardo (Segretaria Anaao Azienda Policlinico Catania). I dati sono stati elaborati da: Andrea Rossi (Vice Segretario Anaao Veneto) e Matteo D’Arienzo (Anaao Giovani)
Leggi i risultati 

Notizie nazionali del 15 giugno

ANAAO SUI MEDIA
Indagine Anaao Assomed sulle aggressioni ai sanitari.
Intervista a Costantino Troise RADIO UNO-GR1 – ascolta l’audio
ANSA
ADNKRONOS SALUTE
NAZIONE-CARLINO-GIORNO
AVVENIRE
LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
LA GAZZETTA DELLO SPORT
NUOVO SUD
AFFARI ITALIANI
DOCTOR33
SANITA’ INFORMAZIONE
QUOTIDIANO SANITA’
PANORAMA DELLA SANITA’
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TODAY

Intervista a Francesco Medici (Consigliere Nazionale Anaao) – TV2000 – guarda il video

Aumentano incidenti in sanità pubblica, 1 ogni 9 giorni. Un terzo legato all’attività chirurgica, 18% per errori diagnosi. Il commento del Segretario Nazionale Anaao Assomed
ANSA

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Contratti a termine: l’Europa dice no, Ssn ne abusa. DOCTOR33