fbpx

Variante piemontese o problema nel tracing?

L’ultimo bollettino della Protezione Civile e gli ultimi aggiornamenti della Regione Piemonte sui dati dei contagi ci stimolano ulteriori “miserabili speculazioni statistiche”, per usare i termini dell’Assessore Icardi e ci permettono di formulare ulteriori interrogativi che ci auguriamo ottengano esaurienti risposte.

In particolare balza sempre più all’occhio un andamento peculiare dei contagi in Piemonte: alla data di ieri, 11 gennaio, la percentuale dei positivi al Covid che si trova ricoverata in reparti di Medicina o Rianimazione è superiore al 19% del totale dei positivi (2705 ricoverati in Medicina e 177 in Rianimazione su 14985 positivi al tampone molecolare, secondo i dati della Protezione Civile, pari ad una percentuale di ricoverati del 19.2% contro una media nazionale del 4,5%).

Cioè quasi un soggetto attualmente positivo su 5 in Piemonte è ricoverato, contro una media che non arriva a 1 su 20 in Italia.

Anche andando a considerare i dati diffusi dalla Regione, che includono anche i positivi dopo tampone rapido, la situazione non migliora di molto (2882 ricoverati su totale di 16567 positivi, pari al 17.4%).

Troppi ricoveri in Piemonte? Non sembrerebbe quello il problema.

Il dato così discrepante dalle altre regioni, con l’eccezione di Liguria e Valle d’Aosta che si assestano su percentuali comunque inferiori al 15% (figura 1), merita un approfondimento perchè ricorda la situazione di marzo, quando tutte le regioni, per carenza di tamponi e reagenti, presentavano dati analoghi con un’abnorme percentuale di ricoverati rispetto ai contagi totali dovuta alla sottostima del numero di contagiati asintomatici sul territorio.

Una volta tuttavia potenziata la capacità di tracciamento tramite tamponi, tutte le regioni hanno visto riequilibrarsi la suddetta percentuale su valori più sovrapponibili ai dati di letteratura e lo stesso Piemonte nei mesi di ottobre e novembre aveva una percentuale di ricoverati inferiore al 10% (figura 2). 

Dal mese di dicembre si è assistito tuttavia ad una drastica riduzione dei positivi in isolamento domiciliare (e quindi del totale degli attuali positivi) che non ha paragoni con le altre regioni e con il dato nazionale, fino ad arrivare alle percentuali di gennaio (figura 3 e 4).

Lo stesso andamento non hanno purtroppo avuto né i ricoveri in reparto di Medicina, né i ricoveri in RIA né i decessi, decisamente più in linea con le regioni del centro Nord.

Il crollo del totale dei positivi, non accompagnato da analogo crollo nei ricoveri, ha determinato un’impennata del dato della percentuale dei ricoverati. (figura 5).

E allora sembrano esserci solo due ipotesi per spiegare questo bizzarro andamento: o in Piemonte esiste, da dicembre, una variante decisamente meno contagiosa ma nettamente più aggressiva (tale cioè da determinare molti meno contagi ma portare al ricovero oltre il 19% dei contagiati) o ci siamo persi migliaia di contagiati asintomatici o paucisintomatici che non sono stati sottoposti a tampone, né molecolare né antigenico, al contrario del resto d’Italia.

Tanto per fare un semplice calcolo, con i 2882 ricoverati attuali dovremmo avere circa 55.000 totali positivi per riportare la media intorno al 5% (Emilia è al 4.9%, Lazio al 4%, Veneto al 3.3%) e invece ne abbiamo solo 14985 (o 16567 se calcoliamo anche i rapidi). Dove sono quei quasi 40.000 che mancherebbero all’appello, probabilmente positivi ma mai testati?

Con la speranza di non assistere ad ulteriori proclami sulla potenza di fuoco dei laboratori piemontesi, attendiamo con interesse una risposta alla nostra speculazione statistica.

Anaao Assomed Piemonte

Una risposta

  1. Maurizio Dagna ha detto:

    Questi sono dei pagliacci ,incompetenti e pure in malafede.
    Già tempo fa avevo insistito per valutare ipotesi di denuncia all’autorità giudiziaria.
    Questa regione (il Piemonte) purtroppo è molto dimenticata a livello centrale , non viene mai citata sui media nazionali , la TV regionale (TGR Piemonte) é affidata a poveretti raccomandati storicamente dalla curia e quindi non fa alcun tipo di informazione degna di questo nome ecc..
    Da ciò deriva che questi sedicenti governanti piemontesi si muovono nella più assoluta “oscurità” senza pagare dazio all’informazione che non c’é ! Operano infatti ( o meglio NON operano) nel più assoluto anonimato e nessuno li mette in croce ,come giustamente é stato fatto per es. in Lombardia, per le loro evidentissime e ,ribadisco, penalmente perseguibili colpe.
    Aggiungo di mio , e gradirei un riscontro da parte della Segr. Regionale , la seguente considerazione derivante da una attenta lettura del reportquotidiano regionale.
    I dati riferiti ai tamponi diagnostici ultimamente risultano scorporati in 1) Tamponi molecolari e 2) esami sierologici con relativo numero di POSITIVI a seconda del tipo di esame effettuato.
    Posto che i tamponi antigenici sono più o meno la metà del totale si scopre stupefatti che il numero di positivi attribuiti a questo tipo di metodica è IRRISORIO.
    CONSIDERAZIONI
    a) E’ evidente che la sensibilità dei due tipi di esami é enormemente diversa determinando inequivocabilmente una inaffidabilità dell’antigenico i fini dello screening !!!!!
    b) In relazione al punto a) e a quanto riferito nel documento della Segr.Reg.ANAAO sulla discrepanza enorme tra num. contagi e num. ricoverati non si possono considerare reali e veritieri i dati distribuiti dalla Regione.
    Si tratta quindi di notizie UFFICALI false e tendenziose finalizzate a rappresentare una realtà manipolata in funzione di altri fini. Questo , a mio parere , configura ipotesi di azioni perseguibili penalmente .
    Gradirei fosse aperto un confronto su tale questione.
    Grazie
    un caloroso saluto a tutti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *