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Vaccinare i maturandi?

Chiediamo che si ragioni per metodo, non per categorie. Basta proclami. 

Se il Governo decide di dare la priorità agli anziani ed ai fragili, perché per loro il Covid-19 è a maggiore rischio di ospedalizzazione e di morte, che si prosegua con questo criterio. Se invece si ritiene che sia preferibile vaccinare prima le persone attive, perché si contagiano di più e c’è rischio che diffondano maggiormente il virus, che si valuti il criterio. E’ necessario che, ancora una volta, siano i ragionamenti epidemiologici, statistici e di sanità pubblica a dettare le regole.  

La priorità è ridurre i decessi, ridurre i malati, tornare ad occuparsi dei pazienti non covid anche se non urgenti e riaprire, per riprendere ad una vita che possa assomigliare a quella di prima. L’unica possibilità è il vaccino, ma per decidere chi vaccinare, non si può ragionare per categorie professionali, perché ognuna avrà delle buone ragioni per chiedere il vaccino.  

Maturandi? Ora non è il tempo dei proclami, non è il tempo di cercare consenso.  

Sarebbe forse il tempo di fare un giro sui pianerottoli del Maria Vittoria, o nei PS di Biella o Molinette. Pieni di barelle, e sulle barelle, pazienti.  

Sarebbe il caso di riaprire il Valentino, che forse invece si pensa di riservare per gli esami di maturità.

Sarebbe il tempo di fare due chiacchiere con i medici dei reparti Covid, che continuano a gestire le ondate, e non ne possono più fisicamente ed emotivamente.  

La prima dose del vaccino sarà (forse) somministrata a tutti gli ottantenni entro metà Aprile. Le dosi non arrivavano, ma se arrivano, siamo pronti? Per esempio le dosi di AstraZeneca disponibili, si stanno facendo a tappeto?  

Forse era meglio specificare l’anno, dell’esame di maturità degli studenti da vaccinare.  

Dr.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte


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