fbpx

Tamponi ai pazienti dei DEA/PS: a chi e perché?

Torino, 5 gennaio 2021

Alla c.a.
Dott. Luigi Genesio Icardi
Assessore alla Tutela della Salute e Sanità
Regione Piemonte

Dott. Gian Alfonso Cibinel
Coodinatore Area DEA/PS
Unità di Crisi
Regione Piemonte

Dott. Emilpaolo Manno
Coordinatore/Commissario per la Gestione delle Politiche Sanitarie
Unità di Crisi

E p.c.

Dott. Antonio Rinaudo
Coordinatore/Commissario Area Giuridica Amministrativa
Unità di Crisi
Regione Piemonte

Oggetto: Uniformità gestione dei pazienti in DEA/PS-Emergenza epidemiologica Covid-19

Risulta allo scrivente Sindacato che vi sia una totale difformità di gestione dei pazienti che accedono nei DEA/PS del Piemonte, al fine di individuare, isolare e minimizzare il contagio da Sars Cov2 dei pazienti in attesa di valutazione, diagnosi e cura. A fronte infatti di DEA in cui correttamente viene eseguito a tutti i pazienti che accedono in DEA il test rapido, sia esso molecolare o antigenico, (es. AOU S. Luigi, ASL Vercelli), vi sono invece DEA in cui il test viene eseguito solo se i pazienti rispondono a criteri clinici o epidemiologici (es. AOU Novara, ASLT O4).

Se i pazienti non hanno sintomi suggestivi per Covid o non corrispondono ai criteri epidemiologici, vengono indirizzati in un cosiddetto percorso “pulito” senza alcuna ulteriore indagine per il Covid. Tale percorso, dal nome così rassicurante, di fatto consta in una area dove non è assolutamente garantito il rispetto della distanza tra degenti in barella, né è possibile un corretto utilizzo dei DPI (pazienti agitati, in terapia inalatoria cronica o che banalmente devono alimentarsi). Tali luoghi diventano aree ad elevatissimo rischio di contagio, soprattutto per coloro che devono sostare per alcune ore in osservazione e, possiamo dire senza paura di essere smentiti, che di fatto sono le aree a maggior rischio di contagio, quanto la zona rossa regionale è correttamente rispettata.

Ricordiamo, pare purtroppo che sia necessario, che il 59.4% dei pazienti Covid positivi è asintomatico (dati ISS), e che pertanto discriminare l’esecuzione del tampone in base ai sintomi è di una discrezionalità sconfortante. Riguardo infine ai criteri epidemiologici, segnaliamo come nota amara, che all’ASL TO4 viene considerato criterio epidemiologico l’essere stati negli ultimi 14 giorni in Croazia, Grecia, Malta, Spagna ecc. Sicuramente i sanitari addetti al triage, che hanno dimostrato di avere davvero a cuore la salute dei pazienti, non stanno applicando tali criteri, che tuttavia risultano ancora sulla scheda filtro per l’accesso al DEA al 2 Gennaio 2021 (guarda documento).

Infine è necessario rimarcare i limiti dei test antigenici. Se i test rapidi antigenici hanno il vantaggio di essere eseguiti e dare risultato in un tempo minore dei test molecolari, tuttavia un paziente dichiarato negativo dal test ha circa il 30% di probabilità di non esserlo veramente (valore predittivo negativo, che varia con la prevalenza della patologia). Pertanto prima di ricoverare in reparti “puliti” i pazienti provenienti dal DEA con test rapido negativo, è necessario, come peraltro consiglia l’Associazione Italiana di Epidemiologia, la conferma con il test molecolare.

Sebbene questa procedura sembri ora applicata uniformemente, dopo settimane in cui pazienti negativi all’antigenico e ricoverati in reparti puliti si sono poi rivelati positivi al molecolare, crediamo sia necessario ribadirla ufficialmente. 

Si richiede pertanto di dare con urgenza a tutte le ASL/AO degli indirizzi uniformi di gestione nei DEA/PS, per ridurre al massimo il rischio di contagio tra i pazienti.

Dott.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *