Se noi siamo i primi

Leggiamo con orgoglio  e con una  certa qual sorpresa, la notizia pubblicata oggi sulle pagine di Repubblica : il Piemonte  è primo nella classifica ministeriale dei sistemi sanitari regionali.

Non possiamo che rallegrarcene, per i cittadini, per i pazienti, per noi operatori.

La notizia tuttavia ci impone una premessa e due considerazioni.

Premettiamo che sarà indispensabile valutare i dati di ciascuno dei 33 indicatori della “griglia LEA”, e  magari confrontarli anche con il resto d’ Europa.

Considerazioni :

  • Il sistema sanitario è fatto dai sanitari . Se funziona, chiediamo che ce ne venga riconosciuto il merito . Il Piemonte esce dal piano di rientro , ma il piano di rientro l’ hanno pagato sulla loro pelle i medici , gli infermieri e tutti gli operatori che in questi anni di tagli hanno continuato con abnegazione a mantenere aperti i servizi , a gestire il sovraffollamento , a garantire la qualità  dell’ assistenza. Che hanno accumulato migliaia di ore di straordinario non retribuito e mesi di ferie arretrate. Cui nel tempo sono stati affidate sempre maggiori incombenze burocratiche, che sono sempre più esposti a denunce o aggressioni. Chiediamo che le istanze dei medici vengano accolte , che venga loro riconosciuto il disagio di un lavoro sempre più pesante e fatto ad un età media sempre più avanzata . Chiediamo assunzioni, reali e non solo annunciate.  Chiediamo di essere coinvolti nelle scelte organizzative. Chiediamo il contratto.
  • Se il Piemonte , con 534 medici in meno dal 2010, con 1400 posti letto in meno dal 2010 , uscito a Marzo 2017 dal pieno di rientro, con interi Pronto Soccorso affidati alle cooperative per carenze di specialisti , svetta nella classifica , ci chiediamo come stanno le altre regioni.
    Peggio , quindi, ma la cosa ci consola poco. Essere primi tra gli ultimi è solo una parziale buona notizia.
    La Grecia è vicina
    , scrivevamo qualche giorno fa: i tagli economici subiti dal SSN nel periodo 2010-2016 ammontano ad almeno 30 miliardi di euro, come certificato dalla Corte dei conti. I tagli sono proseguiti nel biennio 2017/2018 e continuano adesso, nella manovra non 1 euro per il nostro contratto . In rapporto ad altri Paesi europei, abbiamo tagliato molto di più, più dell’Inghilterra 20 miliardi di sterline entro il 2016, più della Grecia 25 miliardi di euro entro il 2015, più di Irlanda, Francia, Portogallo. E siamo tra i meno finanziati d’ Europa.

Per questo è necessario scioperare il 23 Novembre . Perché  prosegue il definanziamento del SSN. Perché siamo noi  lavoratori a reggere questa sanità nazionale e regionale. E vogliamo che ci sia riconosciuto.

Dott.ssa Chiara Rivetti
Segreteria Regionale Anaao-Assomed Piemonte

Una risposta

  1. Fusaro verbena ha detto:

    Non ho parole, ppqazper i pazienti operati da tickets esorbitanti, liste di attesa senza senso e urgenze in crisi, sono ben altre le graduatorie

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