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Se il territorio funziona, l’ospedale funziona. Ma se l’assistenza domiciliare è affidata alle RSA, il territorio funziona?

La recente DGR 23-3080 della Regione Piemonte si pone l’obiettivo di facilitare la dimissione dagli ospedali dei pazienti anziani non autosufficienti, anche attivando percorsi di assistenza a domicilio gestiti dalle RSA.
Bene. Per i pazienti, per i parenti dei pazienti e per l’attività ospedaliera.
Perché, come si legge nella DGR: “nel corso dell’anno 2020 l’analisi dei dati di ricovero evidenzia il prolungamento delle degenze in tutti i setting ospedalieri di continuità assistenziale, determinando una più consistente occupazione di posti letto e una complessità nella erogazione dell’assistenza a chi versa in condizioni più gravi“.

Ma se pur vale la pena apprezzare una certa attenzione verso l’assistenza sanitaria a domicilio, che finalmente non viene inquadrata solo come un problema socio-assistenziale, le criticità sono molte:

  1. Ancora una volta si parla di assistenza dei pazienti senza un confronto con le associazioni di pazienti, i rappresentanti dei lavoratori, gli assistenti sociali, i medici di famiglia.
  2. Ancora una volta il progetto è a tempo, legato all’emergenza. Se è vero che i problemi oggi sono impellenti, è anche vero che il Covid null’altro ha fatto se non slatentizzare criticità che già pre-esistevano. E’ necessaria una idea di Sanità nuova, un nuovo modo di organizzare il territorio. Che sia efficiente e di lunga prospettiva. Approfittando dei finanziamenti nazionali del Recovery Fund.
  3. Ancora una volta si esternalizza. Come si userà il privato accreditato per abbattere le liste d’attesa, si coinvolge ora il privato accreditato per gestire i pazienti a domicilio: i malati, con questa DGR, potranno essere dimessi a domicilio e presi in carico per 30 giorni, dalle RSA. Le RSA hanno dimostrato, in questa pandemia, di avere poco personale e necessitare di una riorganizzazione. Per le RSA bisognerebbe forse rivedere i criteri di accreditamento e la gestione interna delle problematiche sanitarie, magari prevedendo una sorta di collaborazione con i sanitari che gestiscono i letti CAVS. Non certo pensare di coinvolgerle ulteriormente in attività che forse non riescono a fare, ma che comunque è sbagliato demandare a loro. Questa è una scelta che non condividiamo, perché difendiamo una Sanità che deve essere efficiente, ma pubblica. Nel pubblico bisogna investire, è il pubblico che va valorizzato. Per gestire i pazienti a domicilio, è necessario potenziare l’ADI o il servizio di Ospedalizzazione a domicilio, presenti e organizzati dai Distretti Sanitari.
  4. La figura del MMG nella delibera è del tutto trascurata: non si definisce la necessità di coinvolgerlo nella predisposizione del PAI né di indicarne il ruolo nel coordinamento e valutazione del percorso assistenziale.
  5. Nella delibera, si legge: “Dovrà inoltre essere garantito il necessario supporto specialistico di servizio ospedaliero inviante, anche con strumenti di telemedicina”. Con una frasetta che pare innocua, si apre un intero capitolo che va dalla telemedicina alla carenza di specialisti alla collaborazione ospedale-territorio. Al momento, è una indicazione semplicemente impossibile da attuare. Non ci sono i medici, non c’è il supporto tecnologico, non è normata. Sarebbe un progetto che, con personale, piattaforme, contesto ben definito, saremmo ben contenti di attuare ma che adesso è utopia.

La scelta migliore per il paziente è la cura a domicilio. Ma questa cura deve essere competente, finanziata, accessibile, capillare e continuativa. Non vorremmo che la delibera, che affronta un’emergenza, gettasse invece le basi per una gestione strutturale della Sanità territoriale. Demandandola al privato accreditato, proprio quando la pandemia Covid ha dimostrato l’importanza del Sistema pubblico.

Dott. Dario Amati
Componente Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte
Segretario Aziendale Anaao Assomed ASL BI

Dott.ssa Maria Antonella Arras
Componente Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

Dott.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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