Riconoscere e disinnescare la violenza contro gli operatori della salute – il nuovo corso della Fondazione Pietro Paci

50 crediti ECM – gratutito per tutti i medici e gli odontoiatri.

Tutto parte dalla Consapevolezza dell’ambiente di lavoro e delle sue criticità, per passare all’Ascolto, che permette il Riconoscimento dei segnali di pericolo. E infine l’Empatia, qualità di ogni stile di comunicazione volto a descalare la rabbia e la violenza.

Ciascun capitolo prevede una durata non inferiore ai 15 minuti, ed è declinata con la seguente struttura narrativa:

– presentazione di una storia esemplificativa, doppiata da attori professionisti;

– illustrazione di principi teorici e applicativi;

– presentazione di situazioni simulate, recitate in location ospedaliera da attori professionisti.

Ciascun capitolo prevede la somministrazione di domande a risposta multipla, per un totale di 150 quesiti. Il materiale video (circa 300 minuti) è accompagnato da una dispensa di 230 pagine, con narrazione di fatti realmente accaduti.

INFO E ISCRIZIONI: 

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Una risposta

  1. Maurizio gaido ha detto:

    Gentilissimi, come medico che ,sfortunatamente , ho dovuto ricorrere al pronto soccorso per miei familiari, proporrei un corso sul come riconoscere e disinnescare la violenza degli operatori sanitari verso i pazienti che, non a caso si chiamano così. Vi sono operatori sanitari, nessuna categoria esclusa, ma i medici sono certamente fra i più bravi, che esercitano una violenza comunicativa e relazionale tanto sottile quanto insopportabile da parte di chi , in quel momento ha bisogno di aiuto ed è quasi sempre anche molto spaventato. Ho visto usare, anche con me, tutte le manovre comunicative e relazionali più pericolose e irritanti, in grado di scatenare una risposta altrettanto violenta da parte dei paziente e dei loro familiari. Già perchè la relazione la si costruisce almeno in due e spesso chi inizia a proporre la violenza è proprio il medico, o un operatore sanitario, che fa il giudice moraleggiante, il profeta, il castigatore, il burocrate, ecc, approfittando della sua condizione di superiorità istituzionale e relazionale ma certamente non umana. Credo che prima di tutto gli operatori sanitari dovrebbero riflettere sulle loro modalità relazionali e professionali: dovrebbero infatti usare perizia, diligenza e prudenza ma le ultime due sono ignote ai più e sulla perizia ci sarebbe da discutere. Provare per credere !
    Dott. Maurizio Gaido

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