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Riceviamo una lettera di alcuni operatori del 118 e volentieri pubblichiamo

Egregi ************
E p.c. Segreteria regionale Anaao Assomed Piemonte

Tenendo presente che, come afferma l’ISS e l’OMS, i pazienti asintomatici sono comunque veicolo di trasmissione, considerando le diverse indicazioni, circolari e documenti che ci hai inviato e ti chiederei di non inviarmi più (fatto salvo le direttive dipartimentali), tenendo conto che, a differenza dei triage ospedalieri, dove tra l’altro sono completamente bardati, lavoriamo in contesti differenti (strada, dentro veicoli incidentati, stanze di albergo, case di riposo, edifici di varia natura…), spesso SENZA indicazioni  precise da parte della centrale operativa (NON FACCIO UNA COLPA A LORO) , considerando che lavoriamo SENZA sapere cosa troveremo una volta giunti sul posto come ad esempio pazienti fortemente dispnoici ai quali applicare rapidamente ossigeno o peggio ancora cpap (con ossigeno a 30litri/min e per cui particelle aerosol a manetta), pazienti da ventilare, aspirare, intubare, pazienti a cui dobbiamo applicare banalmente un collare cervicale e se da estricare, ti posso assicurare che la faccia nostra arriva a 10cm da quella del paziente.

Per quanto sopra ritengo di rientrare – SEMPRE – nel seguente periodo della documentazione che hai inotrato:

Nei soccorsi in cui vengono effettuate manovre di rianimazione cardiopolmonare, o vengono impiegati presidi per il supporto ventilatorio non invasivo, fermo restando l’utilizzo dei DPI previsti in caso di soccorso a paziente noto o sospetto come specificato precedentemente, è obbligatorio l’utilizzo di maschera FFP2/FFP3 visto che si andranno a effettuare manovre a maggior rischio di liberazione di droplet prima dell’inizio delle manovre o delle operazioni di utilizzo dei presidi e per tutta la durata delle stesse. Si precisa che le maschere facciali FFP2/FFP3 possono essere utilizzate, di norma, sino ad un massimo di 4 ore di assistenza effettiva (al netto delle pause tra le missioni); si raccomanda di sanificare l’occhiale di protezione dopo ogni soccorso mediante l’utilizzo di una soluzione alcolica al 75-90% o di soluzione di Cloro allo 0,5%. Si raccomanda agli operatori coinvolti nel soccorso a pazienti COVID sospetti o confermati l’uso congruo e razionale di tutti i DPI.

NON possiamo sapere a priori cosa ci troveremo ad affrontare. Immagina, se hai esperienza in materia,  la situazione in cui, es. G03K, arriviamo a casa, nessuna informazione utile, paziente grave, cosa facciamo? diciamo ai parenti:”aspettate un attimo, ci vestiamo e torniamo”?

Io francamente ne ho le palle piene di queste linee guida, circolari, indicazioni. Per quanto mi riguarda (essendo un “professionista”), i dispositivi che indosserò, peraltro a ragion veduta (vedi sopra), saranno: tuta integrale, non quelle verdi in plastica, con cappuccio (in assenza cuffia), mascherina ffP2/3 con sotto mascherina chirurgica, occhiali/visiera, doppio paio di guanti.

Se durante la chek del mattino non troverò quanto indicato sarà mia premura contattare la CO, il medico di centrale, il responsabile medico del territorio, i tecnici, fino ad avvisare te e gli organi di vigilanza quali INAIL e SPRESAL.

Non chiedo scuse per i toni utilizzati in questa mail.

Ringrazio la Dott.ssa *******   per la mail di incoraggiamento.

cordiali saluti!

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