Percorsi e remunerazione dei medici di Pronto Soccorso del Piemonte.

12 Risposte

  1. federico beldì ha detto:

    non possiamo fare sciopero serio e questi gli infami lo sanno continuando a sfruttarci Per non parlare della vergogna dei MMG

  2. Giovanni ha detto:

    Confronto impietoso, è ovvio… ma dove sta la soluzione? Io credo fortemente che non sia essenziale la specialità per lavorare nel pubblico e credo che ci siano troppi specialisti rispetto ai reali compiti specialistici.
    Secondo me sarebbe meglio implementare una progressività nei compiti e nelle retribuzioni dei singoli. Faccio un esempio per spiegarmi meglio:
    In DEA si potrebbe far gestire al medico non specialista (ricordiamolo MEDICO) i casi a bassa complessità (bianchi/verdi) mentre lasciare allo specialista i casi più complessi (gialli e rossi). È ovvio che da una complessità maggiore (ovvero responsabilità maggiori) ne DEVE scaturire una retribuzione maggiore.
    Altro esempio: serve davvero un chirurgo per gestire il reparto di chirurgia? magari si per il postoperatorio dei casi ad alta complessità(che comunque vanno in terapia intensiva) ma per le ernie e appendiciti basta un medico qualsiasi (non per orperarle, per visitare quotidianamente i pazienti in reparto).
    E di esempi così ce ne sono a palate…
    Io penso che appaltare al privato il sistema pubblico sia un cortocircuito inaccettabile. E poi basta con questo buonismo fastidioso che vuole che i medici siano tutti “dirigenti medici”, creiamo una progressività anche per questo, più responsabilità più retribuzione…

  3. Cesare bernasconi ha detto:

    Perché Anna,io e migliaia di colleghi si svegliano ogni mattina alle 5 per servire le nostre strutture sanitarie e soprattutto i nostri cittadini?
    Francamente dopo 35 anni di servizio vorrei sapere se c E qualcuno che riesce a spiegarcelo….

  4. Mario ha detto:

    Egregio collega, ho letto il tuo articolo e mi è sembrato molto interessante. In particolare mi ha colpito il modo di paragone tra un medico specializzato e dipendente ssn ed un medico non specializzato (non per scelte sua molto probabilmente) libero professionista. Però forse ti sei dimenticato di ricordare ai nostri colleghi anche alcune altre cose: 1) Antonio non matura trattamento di fine rapporto con il datore di lavore, 2) Antonio deve pregare di non ammalarsi nei giorni in cui deve lavorare perchè altrimenti non percepisce niente da nessuno e crea un grande problema che lo potrebbe mettere a rischio di fine collaborazione con la società privata, 3) Antonio deve pagare l’assicurazione personalmente e risponde anche in caso di mera negligenza, 4) mentre Anna è tornata a casa dopo 5 anni, Antonio sarà costretto allontanarsi di casa (anche per 1000 km pagando il viaggio) per lavorare sempre e non vedendo i suoi figli in questi giorni, 5) Anna fa 2 settimane di ferie ad agosto e 2 a Natale invece Antonio è costretto a coprire i turni di Anna, 6) Anna ha il suo posto fisso e lo sa che lavorerà fino a quando vuole lei invece Antonio deve pregare che la società prolunghi l’appalto per la gestione dei pronto soccorso altrimenti si troverebbe in attesa di occupazione senza guadagnare niente.
    Per non parlare poi di tanti altri incovenienti anche dal punto di vista pratico durante il lavoro svolto come collaboratore esterno.
    Quindi egregio collega illumina le persone anche con questi altri fatti e forse capiranno meglio la situazione perchè i conti in tasca agli altri non si fanno.
    Buona giornata
    P.s. i fatti sopra citati non sono frutto di finzione ma pura realtà verificabile.

    • Valeria ha detto:

      Concordo confermo e sottoscrivo quello che ha scritto il collega Mario. Aggiungerei infine,come donna, che Anna usufruisce della maternità, percependo comunque quanto le spetta da contratto. Invece il libero professionista donna deve ponderare molto bene se e quando costruirsi una famiglia.
      Sottolineo che è di pessimo gusto fare i conti in tasca agli altri, soprattutto perché Anna potrebbe anche decidere di cedere a qualcun’altro il suo posto fisso e passare alla libera professione se proprio pensa che l’aspetto economico del libero professionista sia più vantaggioso.
      Credo che invece questo Anna non lo farebbe mai, significherebbe rinunciare a tutti i privilegi del suo ruolo.
      Un articolo che è lo specchio di un’Italia che come al solito vuole la botte piena e la moglie ubriaca.
      Cordialmente

    • Aldo ha detto:

      Bisogna anche considerare altri aspetti allora: 1) TFR alcuni anni dopo la fine del lavoro, chissà se a rate o come, e chi vivrà vedrà. 2) In 17 anni di lavoro ho fatto circa una settimana di malattia complessiva, se malattia grave ed inabilitante verrei licenziato anche dal pubblico, soprattutto in PS (Pronto Soccorso). 3) L’assicurazione privata per chi lavora in PS è praticamente un obbligo, sicuramente costa meno, ma non si può detrarre, così come non si detrae nulla, aggiornamenti costosi compresi. 4) Nella zona in cui abito (Veneto) ci sono circa un centinaio di posti vacanti nel raggio di 50 km, anche sottocasa. 5) Ferie ad agosto? Ferie in turnazione comandata dal primo giugno al 31 settembre, garantite solo le estive, assenti durante le festività per sopperire alla serrata dei medici di MG, con carenza di personale assenti quasi tutto l’anno.
      Inoltre notevole quantità di ore non pagate (anche due mesi di lavoro l’anno), circa 6-7 notti al mese (in cui si lavora quasi come di giorno) e festivi liberi 1 ogni 4 circa.
      Nella mia vita lavorativa in PS non ho mai visto nessuno passare in PS dai reparti ma sempre il contrario appena possibile, un motivo ci sarà?
      Egregi colleghi, dopo 17 anni di PS ho proprio intenzione di farci un pensierino a diventare libero professionista! Grazie.
      Aldo

  5. Gennaro ha detto:

    E’ tutto un casino creato apposta e voluto per privatizzare il SSN.
    Dopo 40 anni purtroppo devo ammettere che è proprio così.
    Inutile girarci intorno.

  6. Pietro Fiorentino ha detto:

    Tutto vero.volendo antonio puo’ fare altri lavori.Anna no.In ogni caso lavorare in ospedale non conviene piu’.E non solo al Dea.Se ci fossero retribuzioni recenti e il medico ospedaliero non venisse trattato come un servo…ultima assurdità quella sull’intramoenia.Ma se il sindacato facesse una settimana di sciopero e non un giorno solo magari…

  7. Andrea ha detto:

    Porto a riprova la mia esperienza. Ortopedico specialista LP presso l’azienda xxx, impiegato in un ospedale piemontese. Devo sostenere spese di viaggio (500km), hotel, pranzi e cene, ASSICURAZIONE PROFESSIONALE. Nessuna tutela, se mi ammalo non guadagno, se mi faccio male sul luogo di lavoro non guadagno, se mi denunciano per qualunque cosa ne rispondo io, lavoro dal venerdì al lunedì (feste/non feste tutto uguale), niente ferie radiologiche, niente ferie, niente tredicesima, ecc… Detto ciò, comunque mi conviene rispetto al contratto subordinato, intramoenia (per non parlare dell’extramoenia). Tutto ciò chiaramente accade perché i concorsi nella ASL vanno deserti da anni. La soluzione, a mio modo di vedere, è aumentare lo stipendio ai medici del SSN a un più giusto stipendio di 5000E netti al mese (in linea con gli stipendi oltralpe).

  8. Enrico ha detto:

    Manca ancora una cosa… Avete dimenticato i 20.000 € di contributi che l’ASL paga all’INPS per Anna da aggiungere ai 50.000 di stipendio. Se andassero ad Anna ed Anna potesse pagare l’enpam, pagherebbe solo 10.000 € di contributi al netto delle spese sostenute che non può detrarre in quanto dipendente

  9. Maurizio Dagna ha detto:

    Sono Maurizio Dagna ho 66 anni pensionato ,ho lavorato fino al 2015 al CTO di Torino / trauma center e negli ultimi 20 anni della mia carriera mi sono quasi esclusivamente occupato di emergenze /urgenze traumatologiche ; posso definirmi quindi quasi un “medico di Ps”.
    Sono stato segretario ANAAO della “città della salute ” di Torino ove lavora il Collega Simone Agostini autore del pezzo in questione.
    Purtroppo devo essere abbastanza critico sul tema svolto dal collega e in particolare sul modo di impostare la questione che è a mio parere particolarmente sviante in relazione al problema; e questo si nota subito dalle risposte date dai giovani Colleghi trascinati involontariamente in una querelle tra dipendenti pubblici e liberi professionisti che non è proprio il caso di animare!
    Non ha nessun senso paragonare acriticamente la figura del dipendente con quella del libero professionista usando in modo grossolano il solo metro di paragone retributivo.
    Dovrebbe essere evidente fin dall’inizio che, se si fanno bene i conti ( per esempio non sono stati calcolati i contributi previdenziali ), dal punto di vista economico non c’è una differenza significativa a lungo termine .
    Il vero problema è che non si capisce perchè alla necessità di forza lavoro da parte del SSN (che è pubblico) si dia risposta aprendo i rubinetti del lavoro privato per di più mascherato in modo vergognoso ed infame dal velo truffaldino del sistema cooperativistico .
    Quindi cari ed amati giovani Colleghi la questione è semplice :
    perchè non si aprono le assunzioni pubbliche per il servizio pubblico invece di esternalizzare sempre più ? (avevano già iniziato con la vicenda AMOS qualche anno fa)
    perchè il sindacato invece di distribuire comunicati stampa o interviste a fantomatici organi di stampa che nessuno caga non agisce in modo più incisivo ( anche con scioperi veri invece di indirli e poi annullarli quasi sempre)?
    La risposta , a mio parere, è semplice e drammatica al contempo : l’algoritmo del capitalismo prevede che si debba trarre profitto da qualunque attività per cui la sanità pubblica , come la scuola, le carceri gli eserciti ecc. devono essere privatizzati e rendere questo dannato profitto.
    Per cui fatevi le vostre cazzo di guardie e muti , guai a chi parla di ferie ,ore non pagate o peggio di quella vergognosa cosa che è il congedo di maternità : ma siete matti ? il pubblico denaro va speso nella TAV così potrete andare più comodamente a Lione a fare le guardie !

  10. Knife_20 ha detto:

    Cari colleghi, è il fine che determina le politiche in atto. Chiaro che questa gestione ha quello di smantellare il SSN per come lo conosciamo. E va da sé che un Dea gestito da gettonisti offrirà un servizio di livello nettamente inferiore, aumento dei contenziosi, spostamento di risorse sul privato. Se il fine fosse mantenere un SSN di buon livello supportato da specialisti validi e selezionati allora l’unica soluzione sarebbe investire di brutto, non tagliare a cacchio. Raddoppia o triplica gli stipendi, offri buone condizioni di lavoro e i medici correranno a fare i concorsi invece che lasciarli deserti.

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