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Parco della Salute, della Scienza, della Ricerca e dell’ Innovazione di Torino. Documento di sintesi della posizione Anaao Assomed Piemonte

Il Progetto Parco della Salute, della Scienza, della Ricerca e dell’ Innovazione di Torino prevede un polo ad elevata specializzazione che potrebbe diventare un punto di riferimento  sanitario per la popolazione,  piemontese e nazionale  (invertendo l’ attuale mobilità passiva che costa al SSR circa 23 milioni di euro).

L’ attuale struttura delle Molinette è vetusta, come lo sono oltre il 35% degli ospedali italiani, costruiti prima del 1940. Il nuovo parco della salute potrebbe essere un ‘ opportunità per gli operatori, i pazienti, la cittadinanza, ma fino ad ora il progetto non ha visto il coinvolgimento dei medici che vi lavorano e dei sindacati che li rappresentano.

E’ indispensabile che gli operatori, e quindi i sindacati che li rappresentano, siedano ai tavoli operativi, per poter contribuire alla realizzazione del progetto.

Prima di evidenziare le criticità maggiori legate al grado di assistenza
(banalmente, i posti letto), è opportuno fare una riflessione sul modello di assistenza.

Occorre sottolineare che nella nuova Azienda, mista, cioè Ospedaliero-Universitaria, si introduce un modello organizzativo che si basa sull’intensità di cura. Modello di assistenza che ha evidenziato, dove applicato, non poche criticità. Nel futuro Parco si identificano dei “moduli” cui sono assegnati dei posti letto. Qs modello, supera la logica dipartimentale e della Struttura Complessa e porta ad una perdita di identità dell’Unità Operativa a favore di aree di attività che spesso mal si delimitano tra di loro.

Storiche strutture specialistiche come la Cardiologia, la Gastroenterologia, l’Endocrinologia, la Pneumologia, la Reumatologia e la Neurologia vedrebbero trasformata la loro attività da continuità assistenziale a “prestazione on demand”.

Posti letto
Dagli attuali 2441 posti letto della Città della Salute si passerebbe a 1070 posti letto + 450 letti nell’attuale presidio del CTO, che sarebbe riconvertito. Dunque 921 posti letto in meno.

Se la popolazione torinese diminuisce dal 2013  e se negli ultimi anni gli accessi dei pazienti in PS non sono incrementati (Molinette 69546 nel 2017, pressoché  stabili dal 2015), è invece vero che dal 2013 al 2015 i ricoveri nei reparti di medicina intera sono aumentati del 11%, con un aumento delle giornate di degenza pari al 13%.

Dunque più malati anziani, spesso ricoverati per riacutizzazione di patologie croniche.

Anziani che andranno inevitabilmente ad aumentare : dai dati ISTAT, nel 2050 la quota degli ultrasessantacinquenni sarà il 34% della popolazione totale.

Dove saranno ricoverati?
Sarà potenziato il territorio?

Il territorio è già ora da potenziare, perché secondo i dati OCSE l’Italia è penultima, prima della Polonia per pl di lungodegenza, con 18 pl ogni 1000 abitanti  over 65 anni contro i 72 pl del Belgio.

In ogni caso potenziare la lungodegenza non compenserà il taglio dei pl per acuti.

Sarebbero da prevedere più nel nuovo ospedale dell’ASL TO5, che attualmente invece non sono potenziati.

Inoltre, se il ricovero presso il Parco della Salute sarà limitato alle patologie che richiedono alta intensità di cure e sarà invece previsto il trasferimento dei casi meno seri presso altre strutture ospedaliere, andrà considerato che:

– ogni paziente, ai propri occhi e a quelli dei familiari, è un caso complesso, perché la malattia colpisce i pazienti con una storia di vita, degli affetti, ciascuno è dunque un caso eccezionale. Non sarà facile trasferirli dal polo di eccellenza ad altre strutture, senza che questo venga percepito come una riduzione nella qualità dell’ assistenza.

– Il trasferimento da e per gli altri ospedali andrà assolutamente standardizzato, informatizzato. Non è possibile lasciare il carico di trovare (o pietire) un posto letto al medico di guardia,  obbligato a trascurare il lavoro clinico per cercare un posto letto.

Molinette area medica

Il progetto del Parco della Salute prevede che gli attuali 260 posti letto
(sono esclusi per semplicità quelli dell’area onco-ematologica, neurologica, psichiatrica e dermatologica) si riducano a 5 moduli da 24 posti letto. Cioè 120 posti letto. Tale riduzione mal si concilia con la cronica carenza di posti letto in area medica legata al crescere del numero di ricoveri, al crescente aumentare dell’instabilità clinica e della complessità assistenziale non strettamente clinica dei pazienti. Situazione che non può che peggiorare negli anni futuri e che anche la trasformazione del CTO difficilmente potrebbe migliorare.

Pediatria e l’Ospedale Infantile Regina Margherita ( OIRM):

– Il progetto Parco della Salute prevede una riduzione dei posti letto del OIRM da 286 a 90;

– il pronto Soccorso disporrà di 3 +1 sale visita, condizione già ampiamente insufficiente ante ristrutturazione dell’attuale PS, idem dicasi per l’OBI con i 6-8 posti letto, open space;

– i posti letto di isolamento indicati nell’area pediatrica, risultano essere in totale 4, contro  gli attuali 16; ricordiamo che in Pediatria l’isolamento si rende necessario sia per specificità di patologia, che per età;

– eccezion fatta per le discipline Oncologia e Neuropsichiatria, non vi è menzione di moduli dedicati ad altre specialità, i cui pazienti inevitabilmente saranno destinati ai reparti degli adulti, probabilmente con una/due camere e/o qualche letto dedicato.

Quindi di fatti il polo specialistico infantile, eccellenza piemontese, sarà gravemente depotenziato.

Il ridimensionamento dei posti letto associato all’accorpamento con gli adulti, sposterebbe culturalmente di fatto indietro le lancette dell’orologio della Pediatria esattamente di 200 anni, quando si pensava che il bambino fosse un piccolo adulto.

L’Ospedale OIRM è diventato nel tempo polo di attrazione nazionale, al pari di altri policlinici pediatrici (Mayer, Gaslini, Bambin Gesù), tanto noti quanto autonomi ed indipendenti dalla realtà “adulta” di riferimento.

Realtà virtuose, quali Lombardia e Veneto, in cui la pediatria è frammentata, vanno verso la creazione di poli pediatrici polispecialistici, l’opposto di quanto prospettato dallo Studio di fattibilità del Parco della Salute 2018.

I dati del Regina Margherita

I clamorosi numeri della riduzione della mortalità infantile nel primo anno di vita, hanno radici anche di carattere socio-culturale, ma il primum movens è indubbiamente riconducibile nella creazione di un’area pediatrica specifica, autonoma e non derivata dalla medicina dell’adulto, con approcci,  linee guida e competenze dedicate.

L’indice di ricovero dal Pronto Soccorso OIRM, risulta inferiore alla media nazionale (8% vs 11.5%). Nonostante l’attuale dotazione di 286 posti letto e la riduzione del rapporto accessi/ricoveri,  la permanenza media dei pazienti in PS risulta analoga alla media nazionale (circa 5 ore). Idem dicasi per i pazienti in attesa di ricovero programmato;

Italia, decessi sotto i 5 anni di vita:

– nel 1887:399.505
– nel 2011:2.084

La mortalità sotto i 5 anni di vita è quindi passata dal 347‰  al 2.8‰ (dato del 2014).

L’85% dei decessi sotto i 5 anni avviene nel primo anno, di cui la metà delle morti nei primi sette giorni di vita.

Oggi il tasso di mortalità dei bambini sotto i 5 anni in Italia è inferiore a quello medio europeo e a quello degli Stati Uniti;

Accessi al PS

Popolazione pediatrica 0-14, anno 1975: 1.050.000/accessi PS OIRM: circa 18.000

Popolazione pediatrica 0-14, anno 2018: 358.794/ accessi PS OIRM: circa 45.000.

Sant’ Anna

Se i 50 posti letto all’interno del Parco della Salute sono sufficienti, è gravemente insufficiente che non sia già pronto un piano per capire dove andranno a finire gli altri 95 letti che oggi abbiamo al Sant’Anna.

E’ vero che le nascite stanno diminuendo (10000 in meno in Piemonte negli ultimi 10 anni), ma stanno aumentando le gravidanze complicate che richiedono degenze più lunghe.

Inoltre il numero di sale operatorie dovrebbe essere maggiore (3 anziché 2). Questa osservazione si basa sia sull’attuale esperienza del Sant’Anna (due sale sono assolutamente insufficienti; è vero che i letti saranno di meno, ma aumenteranno i casi complicati), sia sul fatto che vi sono alcune procedure fetali (esempio, trasfusioni fetali) che devono essere fatte in sala operatoria.

Di nuovo, è vero che oggi non sono tante, ma in futuro si possono aprire altre prospettive (ad esempio la laserterapia per le gravidanze gemellari, o quant’altro di chirurgia fetale). 

CTO

Verrà riconvertito in ospedale a medio-bassa complessità, implementando gli attuali 277 posti letto a  450, con DEA di primo livello.

Anche in questo caso andrà verosimilmente perduta la peculiarità di Ospedale monospecialistico del CTO, attualmente Trauma Center di riferimento regionale.

Quale conseguenze avrà questo progetto sulle già lunghe liste d’attesa per interventi ortopedici, ora in parte affidai al privato?

Polo della didattica

Nel nuovo Parco della Salute gli studenti avranno la possibilità di studiare casi clinici rari e complessi ed imparare le tecniche più innovative.  Sarà tuttavia necessario ampliare l’ offerta formativa, coinvolgendo altri presidi ospedalieri  dove sarà possibile raffrontarsi anche con le patologie  semplici ma più frequenti.

Un seconda riflessione deve essere fatta sempre riguardo al modello organizzativo ma per quanto attiene l’attività formativa. Il numero di studenti afferenti alle 36 Scuole di Specialità, ai 17 Corsi di Laurea triennali più gli studenti propri della Scuola di Medicina ecc è stimato intorno alle migliaia (circa 5000). L’impegno formativo dei medici ospedalieri è noto ma richiede una formalizzazione e una contestualizzazione in un nuovo Protocollo d’Intesa.

Dott. Gianni Delmonaco – Pediatria Regina Margherita – Consiglio Regionale Anaao Assomed

Dott. Bruno Gianoglio – Pediatria Regina Margherita – Segreteria Regionale Anaao Assomed

Dott. Gianluca Ruiu – Medicina Molinette – Segretario Aziendale Anaao Assomed AOU Città della Salute

Dott.ssa Chiara Rivetti – Medicina ASL TO5 – Segretaria Regionale Anaao Assomed


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