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State sani, se potete. L’Italia senza medici. I dati Anaao sulla carenza di specialisti su LA REPUBBLICA

La copertina del quotidiano e le prime due pagine dedicate all’emergenza in corsia. Emergenza ormai non solo più per i medici e il personale sanitario ma anche per i cittadini.Sarà infatti  una estate da codice rosso per la sanità, mancano 8.000 medici nelle corsie italiane. Pensionamenti e ferie costringono gli ospedali da Nord a Sud a ridurre i ricoveri e gli interventi. Le testimonianze dei medici.
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La lunga agonia dei laboratori chiamata accorpamento..

La riorganizzazione dei laboratori analisi prende origine nel lontano 2007 quando la Regione Piemonte, con la Delibera di Giunta Regionale n.19-6647 del 3 agosto 2007, nel caldo estivo, pose le basi per un processo che voleva rifarsi (o copiare…) alla riorganizzazione dei laboratori in Romagna. Ci vollero 4 anni perché un’altra DGR indicasse, per l’attuazione della delibera, la necessità di integrazione della rete informatica e dell’organizzazione della logistica.  Ma è con la Delibera della Giunta Regionale n.50-2484 del 23/11/2015, questa volta nel fresco dell’autunno, che si acuisce il desiderio della Regione di accorpare gli esami in laboratori Hub che, secondo quanto riportato, dovrebbero “garantire le stesse tempistiche di processazione e refertazione per le analisi provenienti dal proprio ospedale e per quelle provenienti dagli ospedali dell’area di competenza, e comunque assicurare la massima qualità analitica e la rapidità di risposta”, ovviamente il tutto tenuto conto della, già citata nel 2011, integrazione della rete informatica e della organizzazione della logistica.

Il Decreto Calabria è legge. Carlo Palermo (Segretario Anaao): una buona notizia per il Ssn.

Dopo le soluzioni fantasiose quanto precarie delle Regioni per tamponare la carenza degli specialisti, segno del fallimento delle politiche di programmazione dei fabbisogni specialistici degli ultimi 10 anni, finalmente arriva la possibilità di assumere anche con contratti a tempo determinato gli specializzandi del quarto e quinto anno. Si tratta di medici abilitati e in genere nell’ultimo anno di specializzazione, con un percorso formativo robusto e capacità professionali più importanti rispetto ad un neo laureato, che trarranno certamente vantaggio nel loro “saper fare” e “saper essere” nell’affrontare l’immensa e complessa casistica clinica che gli ospedali del SSN offrono.

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