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Orario di lavoro

Pubblichiamo una recente circolare della Direzione Interregionale del Lavoro di Milano (clicca qui), indirizzata alle Direzioni Territoriali del nord Ovest, sul problema ancora non del tutto risolto dell’orario di lavoro, derivante dall’entrata in vigore, il 25 novembre 2015 (data storica per i diritti dei medici, grazie all’Anaao) della legge 161 dell’ottobre 2014 che ripristinava gli articoli 4 e 7 del decreto legislativo 66 del 2003.

Alcune note confermano quanto già avevamo dedotto dalle normative in vigore. Altri punti, al contrario, non sembrano ancora chiariti del tutto.

Per esempio, riguardo la sospensione e non l’interruzione delle 11 ore di riposo durante la reperibilità, ci è sempre sembrato logico che chi, ad esempio, essendo reperibile, viene chiamato in ospedale per un’ora, alle 6 o alle 7 del mattino, torni poi a casa e vada a lavorare un’ora più tardi del suo orario normale, senza ricominciare le 11 ore dall’inizio. Meno chiara, viceversa, è la condizione di chi, avendo stimbrato alle ore 15, e venendo poi chiamato in reperibilità alle 3 di notte per 3 o 4 ore, dopo aver quindi già fatto 12 ore di “riposo”, debba iniziare normalmente il suo turno di lavoro alle 8 del mattino.

Un altro argomento non chiarito riguarda la possibilità di effettuare due notti consecutive. Al punto 5 si precisa che, nel rispetto della normativa e considerando il numero di ore lavorate e non il numero di turni, è possibile programmare due turni notturni consecutivi (e lo sappiamo) ma la domanda riguarderebbe, per i medici, i due turni consecutivi di 12 ore. E qui non viene chiarito poiché si esprime un parere rivolto a tutto il personale del ruolo sanitario che non lavora 12 ore consecutive.

Su questi due punti, l’Anaao ha già precisato che, dopo una chiamata notturna in reperibilità, bisogna comunque avere il tempo di recuperare in modo adeguato. Questo sarà argomento di trattativa al tavolo nazionale sulle modifiche normative nel quadro del nuovo contratto, ma abbiamo sempre consigliato che, chi è reperibile di notte, debba, per il giorno dopo, essere prudenzialmente inserito nel turno pomeridiano. Per quanto riguarda le due notti di 12 ore consecutive, si può accettare di farle in casi sporadici (es. i week end), recuperando però in modo adeguato le 24 ore lavorate nelle due notti (per esempio: sabato notte di 12 ore, domenica notte di 12 ore, lunedì smonto e martedì recupero). Equiparando quindi le due notti di 12 ore a tre notti di otto ore.

Un’ ultima considerazione riguarda il fatto che la circolare è indirizzata solo alle Direzioni Territoriali del nord-ovest. Chissà che, magari fra qualche mese, compaia una circolare nazionale che dia indicazioni discordanti. Ormai siamo abituati a tutto e dobbiamo sempre di più, purtroppo, affidarci al buon senso. Di sicuro ne dovremo parlare ancora.
(M.V.)

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