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Metteremo la luce nei campi, così lavorerete anche di notte

Ambulatori aperti fino alle 20.00 per recuperare le liste d’attesa?

O magari di sabato?

Dopo un DPCM che ci ha tolto il diritto alle ferie.

Dopo il Cura Italia che ha derogato all’orario massimo di lavoro previsto dal contratto collettivo nazionale

Dopo averci fatto, per legge, lavorare con le maschere chirurgiche tra i pazienti Covid.

Dopo avere, per legge, escluso i sanitari dalla quarantena.

Dopo i tamponi ai sanitari promessi, ed eseguiti dopo settimane e settimane.

Dopo che almeno 60 di noi sono stati ricoverati, e che almeno il 15% dei sanitari ha contratto il Covid (i dati non sono noti e soprattutto non è noto il contagio degli operatori direttamente a contatto con i pazienti Covid).

Dopo che abbiamo portato il contagio nelle nostre famiglie. O che siamo stati lontani da loro per paura di contagiarle.

In una Regione che partiva prima del Covid in una situazione di gravissima carenza di specialisti, con gli organici depauperati da un ingiusto Piano di Rientro, i Pronto Soccorso retti da medici a gettone, i posti di Direttore di SC e SS falciati, le nostre carriere umiliate.

Adesso lavoreremo ancora di più, come se fossimo reduci da una bella vacanza: amplieremo gli orari e attiveremo visite serali e festive?

Non ci stiamo.

Chiediamo:

  1. Assunzione di Dirigenti Medici.
  2. Assunzione di Specializzandi.
  3. Orari prolungati solo su base VOLONTARIA con prestazioni aggiuntive remunerate con fondi dell’Azienda e con accordo Regione-OOSS. Chi è stanco e/o ha figli minori ha diritto di scegliere. I soldi non bastano a cancellare la stanchezza o il tempo rubato alla famiglia.
  4. Miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva delle richieste di esami, applicazione di percorsi diagnostico-terapeutici.
  5. Riduzione della burocrazia, che è diventata insostenibile e frustrante.

Un medico stanco è un medico pericoloso, un medico che non ne può più è un medico che se ne va. In ogni caso saranno i pazienti a farne le spese.

La Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

8 Risposte

  1. Alessandro ha detto:

    ANAAO ASSOMED PIEMONTE siamo davvero con tutti voi.
    Con tutti i distinguo del caso, anche in sanità privata siamo costretti ad accettare condizioni contrattuali e di lavoro talvolta indicibili; eppure anche noi operiamo in ambito sanitario, anche noi lavoriamo per la salute dei cittadini 🙁
    Piena solidarietà per quella che è, forse, una causa comune.

  2. Lara ha detto:

    Concordo pienamente su tutti i punti.

  3. Giuseppe Caracchini ha detto:

    Concordo in pieno, soprattutto riguardo alla vergogna del diritto negato alla diagnosi ed alla quarantena ai sanittari

  4. sebastiano mele ha detto:

    assolutamente d’ accordo.
    basta!!

  5. Claudia Deagatone ha detto:

    Concordo e sottoscrivo. Aggiungiamo anche regolamenti contraddittori e a limite del vessatorio: vogliamo parlare dell’isolamento fiduciario (che impone restrizioni nella vita personale, ma abilita alla prosecuzione del lavoro a contatto con l’utenza)?

  6. A5. GianniFantato ha detto:

    Buongiorno. Ricordo anche il sequestro di persona avvenuto a spese di personale di alcuni ospedali in prov. di Alessandria x i primi gg. Non bastano comunicati. Ci vuole lotta dura e pura. #senonoraquando?

  7. Paolo ha detto:

    Credo non ci sia altro da dire, i fatti parlano da soli

  8. luciano sangiorgio ha detto:

    Assolutamente d’accordo.
    Le richieste fatte dalla Segreteria Regionale sono veramente “dovute” ai Medici che si sono sacrificati in questo duro e lungo periodo. Non dimentichiamo giustamente i Colleghi più giovani che sono stati utilizzati nel momento più caldo dell’emergenza e poi “dismessi” appena questa è finita. Promesse di assunzioni mai avvenute. Colleghi letteralmente sequestrati (con l’ausilio delle forze dell’ordine, come fossero delinquenti) all’interno degli Ospedali.
    Mille promesse, nessuna tutela, alla fine di tutto solo un grazie ed alla prossima. Come sempre

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