Il Parco della Salute: come fare entrare quattro elefanti in una 500

Prendi il principale ospedale del Piemonte che ormai cade a pezzi.
Metti che si decida di rinnovarlo. Facciamo che il terreno scelto (da chi?) per ospitare la nuova struttura sia drammaticamente incastrato tra ferrovia, Oval, via Nizza e la nuova torre disabitata della Regione.

Quali progetti si possono proporre per costruire il nuovo polo ospedaliero “Parco della Salute”?

La Giunta uscente proponeva un Parco che includeva tutto (eccetto l’Unità spinale) ma che prevedeva un drammatico taglio di posti letto.
Il totale dei letti sarebbe passato dagli attuali 2441 ai previsti 1040.
La pediatria sarebbe passata da 286 a 90.
Le medicine, con la popolazione che sopravvive, invecchia e si ammala, da 260 a 120.
Senza parlare dell’idea di lasciare 450 posti al CTO per la media-bassa complessità, che sarebbe diventato un nuovo ospedale generalista con un PS non più monospecialistico (quindi non più Trauma Center) ma un nuovo ospedale spoke, povero di specialità e servizi.

Insomma, un ridimensionamento che non è chiaro su quali basi si poggiasse: epidemiologiche, sui nuovi bisogni di salute, di migrazione, d’immigrazione?.

Certamente con un numero di posti letto non sufficienti a nostro avviso, pur prevedendo potenziamenti dell’assistenza territoriale e di altri ospedali (limitrofi sono il Mauriziano, sempre che sia ampliabile, e il nuovo dell’ASL TO5, che pare desaparecidos).

Dopo le osservazioni fatte, la nuova Giunta ha in effetti aumentato i letti nel nuovo progetto.
Programma però di lasciare fuori il Regina Margherita, forse il S. Anna, forse una parte del CTO e anche qualche letto delle medicine, mantenendo probabilmente la pessima idea dei suoi predecessori di smembrare anche le Molinette in “Parchetto” per i malati eccellenti e CTO per i malati di serie B.
Insomma, Giunta che cambi e ridimensionamento che trovi.
Se la nuova Giunta accoglie la proposta di aumentare i posti letto, perché non metterli tutti nel nuovo Parco?

Ma il problema non sarà che nel sito scelto non c’è spazio per tutto quello che un nuovo Ospedale d’eccellenza richiederebbe? E di tutto quello di cui la popolazione avrebbe bisogno?

Non sarà un problema di spazio, quindi di sito?

Se fosse un problema di spazio (e il dubbio non può non venire) difficilmente tra 20 anni riusciranno a trovar posto nel nuovo Parco della Salute le eventuali nuove tecnologie e macchinari.

Ecco, questa è la telenovela del nuovo Parco della Salute, che ogni giorno ci offre una nuova prospettiva. Come un sasso lanciato per errore giù da una valle, che a ogni svolta smuove un altro masso, e un altro ancora fino a diventare una valanga.

Una domanda continua a ronzarci in testa: non è che alla fine il vero problema è di come fare entrare quattro elefanti in una 500?

Dott.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Piemonte

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *