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I licenziamenti tra i medici ospedalieri Piemontesi: i numeri ASL per ASL

Dal 1 Gennaio 2018 al 30 giugno 2019 in Piemonte, si contano 507 medici che hanno interrotto il rapporto di lavoro, escludendo i pensionamenti, i trasferimenti ed i decessi. Di questi, il 54% è rappresentato da colleghe donne.
In pratica il 6% del totale dell’organico si è licenziato nell’ultimo anno e mezzo, con una prevalenza del genere femminile.

Si è licenziato per andare dove? Alcuni pediatri sono andati a lavorare sul territorio come pediatri di livera scelta. Altri colleghi sono passati alla medicina di famiglia. Altri ancora nel privato.

E perché?

Sinteticamente, perché:

– il taglio del personale e la carenza di specialisti  hanno  creato organici sempre più ridotti. Il carico di lavoro è diventato insostenibile;

– la presenza delle donne in sanità è in progressivo aumento, e i turni disagevoli previsti dal lavoro in ospedale non consente loro di dedicarsi alla famiglia come vorrebbero;

– il lavoro burocratico è diventato intollerabile;

– l’arroganza di certe Direzioni si concretizza sempre più spesso in strumentali provvedimenti disciplinari;

– il rischio di denunce e aggressione è aumentato negli anni;

– nel privato, con contratti di consulenza a partita IVA, è possibile usufruire di una tassazione del reddito agevolata, con aliquota del 15%;

– le nostre ambizioni di carriera sono stare frustrate: i Direttori di Struttura Complessa nel 2010 in Piemonte erano 818. Nel 2017 solo 555. Ben 263 in meno, pari a una riduzione del 32%. Un’ecatombe di primariati.
Se contiamo i Responsabili di Struttura Semplice, si passa dai 1160 del 2010 a 707 del 2017. Una riduzione in Piemonte del 39%.

Servono altri motivi?

Non è difficile guardarsi intorno e notare che i medici delle Coop guadagnano il doppio, che molti lavori ti permettono di passare le sere e i week-end con la famiglia, che non sono stati presi in questi anni provvedimenti per formare nuovi specialisti, che l’ondata di pensionamenti peggiorerà la situazione.

Il numero di licenziamenti degli ultimi mesi  è un dato allarmante. Di questo passo il SSR sarà smantellato.

Dott. Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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Una risposta

  1. giano ha detto:

    amaramente molto bello

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