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Fuga dagli ospedali

In risposta all’articolo de “Il Giornale della Liguria e del Piemonte” pubblichiamo la lettera inviata al Direttore

Torino, 12 ottobre 2020

Alla c.a. Direttore Responsabile

Giornale della Liguria e del Piemonte

Egregio Direttore,

La ringrazio per aver riportato sul Suo giornale lo studio Anaao Assomed sulla fuga dagli ospedali dei medici Piemontesi e di aver dato alla notizia molto spazio.

Volevo tuttavia segnalarLe che sia nel titolo che nel testo è riportata un’interpretazione della fuga dei medici dai Pronto Soccorso che non solo non corrisponde alla realtà ma che è anche offensiva nei confronti dei colleghi. Si legge infatti che “per i medici il rischio di contagio è il fattore determinante (per la fuga)“ e che “il pronto soccorso è principale luogo in cui si annida il rischio di venire in contatto con pazienti Covid: un aspetto che evidentemente ha spaventato i professionisti della sanità“. Ad onor del vero, i dati sono del 2019, quindi nessuno ha cercato di andare  via per il Covid, perché non c’era ancora. Ma soprattutto, i colleghi vanno via dal Pronto Soccorso perché è un lavoro usurante, prevede molte notti e festivi, perché in Pronto Soccorso è maggiore il rischio di denunce ed aggressioni, i medici sono in pochi, sono stanchi, frustrati e spesso over 55 anni. Non abbandonano perché hanno paura del Covid. Non avevamo paura delle meningiti, delle polmoniti, di infettarci con sangue HIV+. Ed ora non abbiamo paura del Covid: a Marzo-Aprile infatti abbiamo continuato a visitare senza mascherine, senza camici, senza visiere. Molti di noi si sono infettati e sono stati ricoverati in rianimazione, e gli altri han continuato. Siamo andati a lavorare con il rischio di infettarci e, per continuare a lavorare, abbiamo dormito in stanze o case diverse dai nostri famigliari. Non ci ha spaventato il rischio di infezione, ma il Covid ha dimostrato tutte le lacune di un sistema che non investe nei suoi professionisti, che li lascia soli, che li chiama eroi per un mese e poi se ne dimentica. Questo, della pandemia, è stato frustrante. Questo convincerà molti altri ad andarsene, non certo la paura del virus. Già oltre un anno fa parlavamo dei Pronto Soccorso come del Titanic che affonda: e con il Pronto Soccorso affonderà il Sistema pubblico e dunque la tutela dei pazienti.

Cordialmente

La Segretaria Regionale
Dott.ssa Chiara Rivetti

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