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Curare i ricoverati Covid, smaltire le liste d’attesa o vaccinare?

Quale sarà il lavoro principale dei medici ospedalieri, data la ripresa degli esami/interventi non urgenti e in vista della maggiore disponibilità di vaccini?

Buone notizie.

Sì, la riapertura delle attività ordinarie è indubbiamente un’ottima notizia, perché è conseguente ad una ridotta pressione sugli ospedali dei pazienti Covid. Riprendere con visite, interventi e diagnostica non urgenti significa poter garantire la continuità assistenziale a pazienti cronici, in carico ai servizi ospedalieri oramai da anni.

Il D.I.R.M.E.I. e l’Assessorato adesso però dovranno scegliere cosa chiedere ai medici ospedalieri, quelli che più di tutti hanno affrontato, gestito, e patito le ondate Covid.

Ci chiederanno di curare i malati Covid, di smaltire le liste d’attesa o di vaccinare?

Perché tutto, non possiamo farlo. Peraltro con la grave carenza di personale, che da tempo denunciamo.

In queste settimane a quasi tutti i medici dipendenti delle ASL viene chiesto di fare turni di vaccinazione, in orario di servizio, negli Hub vaccinali presenti sul territorio. Che è ben altra cosa, rispetto a vaccinare i pazienti fragili, durante le visite di controllo specialistiche. Con la riapertura delle attività ordinarie, partecipare ai turni vaccinali nei centri vaccinali significherà inevitabilmente rallentare lo smaltimento delle liste d’attesa. Ci saranno cardiologi che dovranno chiudere gli ambulatori di cardiologia per vaccinare, per esempio. Ovviamente la campagna vaccinale è una priorità assoluta, e tutti gli sforzi devono convergere ad ottenere l’immunità di gregge, per evitare nuove ondate e nuove varianti.

Ma ci chiediamo quale sia la strategia del D.I.R.M.E.I. e dell’Assessorato, soprattutto in vista del periodo estivo, dell’aumento della disponibilità di vaccini e della ripresa delle attività non urgenti in ospedale. Il coinvolgimento dei medici extra orario di lavoro si concluderà a breve, perché i fondi previsti dalla Legge di Bilancio sono pochi e si esauriranno presto.

Si deciderà di affidare al privato accreditato lo smaltimento delle liste d’attesa, indubbiamente per il privato attività più remunerativa che contribuire alla campagna vaccinale?

Affidare al privato accreditato lo smaltimento delle liste d’attesa non è una scelta senza conseguenze. Si toglie il paziente da un percorso assistenziale, da un servizio che era integrato in altri servizi, da medici che conoscevano il paziente da tempo. E lo si affida ad una struttura che eroga prestazioni. E che cercherà di fidelizzare il cliente, perché ognuno fa il suo mestiere, e per le strutture private si rischia di essere più clienti che pazienti.

E’ indispensabile affrontare i prossimi mesi in modo concreto ed efficiente: prevedere per la campagna vaccinale nuove assunzioni, il coinvolgimento degli specializzandi, dei pensionati, dei neolaureati e del privato.
E chiedere ai medici ospedalieri di occuparsi delle visite specialistiche, che poi è il nostro lavoro.

Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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