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Comunicato Stampa Anaao Piemonte. Occupazione e spesa dei Dirigenti Medici in Piemonte

Cosa è successo nella Sanità Piemontese negli ultimi anni?

Proviamo ad analizzare l’andamento del personale dirigente medico del SSN e parallelamente evidenziarne la spesa corrispondente.

In Piemonte, l’anno di massima spesa sanitaria per la dirigenza medica è stato il 2010, con una spesa di 779.515.512 euro.

Nel 2017, quindi dopo 7 anni, la spesa è stata di 714.949.324 euro, ben 64.566.188 euro in meno.

In mezzo, un piano di rientro lacrime e sangue, con chiusura dei servizi, blocco del turn-over, accorpamenti.

Come per tutte le altre Regioni d’Italia, cristallizzare la spesa per il personale al 2018, come previsto dal DL Calabria, appare svantaggioso, poiché l’anno di massima spesa è stato il 2010.

Il diffuso e marcato risparmio è evidente anche se consideriamo la spesa per il personale medico ospedaliero pro-capite per abitanti della Regione, che in 7 anni si è ridotta del 2,7%, passando dagli 87.018 euro del 2010 a 84.679 euro del 2017. Negli stessi anni, la spesa out-of -pocket (ovvero quella pagata di tasca propria dai cittadini) in Italia aumentava del 30.3% del totale della Spesa Sanitaria (dati OCSE) e il costo della vita per un lavoratore dipendente aumentava del 9.6% (fonte Istat).

Dunque in questi anni, mentre la spesa per i dirigenti medici (pro capite) diminuiva del 2,7%, la spesa privata dei cittadini raddoppiava (per quanto spesso frutto di consumismo sanitario) mentre l’affitto di una casa aumentava del 9.6%.

I dati sono allarmanti anche se consideriamo il numero dei medici dipendenti del Sistema Sanitario Piemontese.

Nel 2010 i dirigenti medici che lavoravano nelle ASL e negli ospedali piemontesi erano 8958, nel 2017 8443, ovvero 515 in meno. Dalla tabella sotto riportata considerando i numeri assoluti veniamo dopo a Lazio, Campania, Calabria e Sicilia. Dunque il taglio peggiore tra le Regioni del centro-nord.


Se la fotografia degli anni passati ci rivela tagli e risparmi importanti, la visione prospettica non è confortante. Poiché in questi e nei prossimi anni matureranno il diritto alla pensione i medici appartenenti alle fasce di età più numerose, abbiamo calcolato che nel prossimo quinquennio in Piemonte andranno in pensione 1830 medici ospedalieri. Circa il 20% dell’organico attuale. Senza considerare la possibilità di aderire all’opzione “Quota Cento”.

E purtroppo, la programmazione allo stato attuale risulta insufficiente rispetto alla necessità di medici prevista per il 2025, secondo il confronto tra i flussi pensionistici nel SSN (2018/2025) con le capacità formative post laurea nello stesso periodo.

In tutta Italia, sotto il profilo finanziario, il periodo che va dal 2010 e arriva ai giorni nostri è stato terribile per il SSN. A causa della crisi economica il finanziamento è stato progressivamente ridotto. La Sanità Piemontese ha patito per un piano di rientro in cui non sarebbe mai dovuta entrare: una parte dei finanziamenti provenienti da Roma per la Sanità sono stati negli anni utilizzati come cassa per spese extra-sanitarie e la Corte dei Conti del Piemonte ha lamentato nelle relazioni annuali 2016, oltre a una scarsa perimetrazione della Spesa Sanitaria, l’assenza di controlli rigorosi specie nel privato accreditato.

Dunque Regioni e Aziende per raggiungere l’equilibrio di bilancio hanno risparmiato tagliando sul personale, un Bancomat che è stato ferocemente sfruttato.

Ora gli operatori sono insufficienti e oberati di lavoro, e purtroppo il futuro rischia di avvitarsi verso il dramma, prospettandosi nei prossimi anni una maggiore difficoltà di reperire specialisti a causa della scriteriata programmazione dei fabbisogni nell’ultimo decennio.

Le proposte sono state fatte: rendere più appetibile il lavoro medico, assumere specializzandi del IV e V anno, avviare contratti di formazione lavoro finalizzato all’acquisizione della specialità, rivedere la rete ospedaliera.

Vanno evitate soluzioni peggiori del problema.

Dott.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte



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