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Comunicato Stampa Anaao Piemonte: No al “Parchetto della Salute”

Il Parco della Salute di Torino è argomento di discussione da circa 20 anni. Parallelamente all’alternarsi dei Governi Regionali, sono stati variati più volte sede e progetto del nuovo ospedale.

Anaao Assomed ha presentato a Gennaio 2019 in Commissione Regionale Sanità un documento di analisi, in cui sollevava numerose perplessità sul progetto. Dal nostro intervento è nato un vivace dibattito, poi di fatto focalizzatosi soprattutto sulle criticità del ridimensionamento del Regina Margherita.

A distanza di quasi un anno, si torna a parlare di Parco della Salute, proponendo di lasciare il Regina Margherita fuori dal progetto, mentre hanno un destino incerto Sant’Anna e CTO, come incerta è la destinazione dei 1040 posti letto e la duplicazione del Pronto Soccorso.

La posizione Anaao Assomed a riguardo non varia: se l’obiettivo del nuovo Ospedale è offrire ai pazienti strutture nuove, tecnologie e macchinari all’avanguardia, medici formati da un’adeguata casistica, una rete multidisciplinare di professionisti è necessario unire, non dividere. Prevedendo un appropriato numero di posti letto e conservando la specificità del Regina Margherita.

E’ indispensabile costruire davvero il Parco della Salute, che unisca e comprenda tutti i presidi della Città della Salute non un nuovo, ma ridimensionato, Molinette2. Non un “Parchetto della Salute”.

Lasciare in particolare il Sant’Anna e il CTO lontani dal nuovo polo d’eccellenza,  aumenterà il disagio legato al trasposto di malati tra nosocomie il rischio clinico per gli operatori, che soprattutto nelle ore notturne non avranno a disposizione professionalità essenziali. Le evidenze dimostrano esiti migliori se i volumi di patologia sono adeguati e le specialità presenti all’interno di un unico ospedale. Anche i costi di gestione e del personale sarebbero inferiori: infatti nel caso di servizi che richiedono grandi investimenti in nuove tecnologie, come il Parco della Salute, risulta opportuno un accorpamento perché si possa beneficiare di economie di scala.

Dunque si progetti un unico ospedale:

– con l’ostetricia-ginecologia, perché la multidisciplinarietà è indispensabile per il trattamento adeguato delle patologie ginecologiche e legate al parto. Superare la già esistenteseparazione tra Sant’Anna e Molinette significherebbe evitare il trasporto di pazienti complessi tra i nosocomi, inseguendo lo specialista,e ridurre il rischio clinico, anche in previsione di parti sempre più difficili. Prevedere il Sant’Anna nel Parco della Salute permetterebbe dunque alle donne di usufruire delle più avanzate tecnologie e di tutte le discipline di cui disporrà il nuovo ospedale.

– Con un solo Pronto Soccorso. Non uno per l’alta complessità e l’altro per la medio – bassa complessità, come da progetto. Perché quando il paziente ha un’urgenza, non è in grado di valutare la complessità del proprio caso clinico. In ogni caso, la multidisciplinarietà è indispensabile anche per le patologie di media complessità.

– Con un numero adeguato di posti letto per le medicine. Perché la popolazione è sempre più anziana e polipatologica. Si potrebbe valutare un ridimensionamento dei posti letto solo prevedendone un corrispondente incremento nel nuovo ospedale dell’ASL TO5, che verosimilmente sorgerà in un’area poco distante dal Parco della Salute.

– Salvaguardando la specificità del Regina Margherita. Se la disponibilità di posti letto non consente di spostare la pediatria nel Parco della Salute, scelta preferibile, anche mantenendone l’attuale identità.

– Organizzato per unità operative e non per intensità di cura. Perché il modello di assistenza ospedaliera per intensità di cura si è dimostrato fallimentare  ovunque è stato applicato.

E’ indispensabile che non si perda l’occasione di integrare le professionalità e di costituire un vero polo sanitario razionalizzato, efficiente, che risponda ai bisogni di salute della popolazione.

La Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

2 Risposte

  1. Maurizio Dagna ha detto:

    Vorrei fare 2 commenti.
    1) Mi sfugge come si continui ad accettare ,purtroppo non so chi la inventò, la ridicola se non vergognosa denominazione di ” Parco della Salute” come se un ospedale fosse una area verde attrezzata con giochi per bambini, aree picnic, piste ciclabili impianti per il relax ove le persone possano andare per svagarsi la domenica pomeriggio.
    2)La linea di costruire un nuovo e moderno nosocomio in sostituzione delle “Molinette”, é stata sposata da più parti con varie motivazioni adducendone giustamente a supporto la vetustà , costosità e impossibilità di ristrutturazione efficiente di tale stabilimento oltre che ad altre genericamente definibili come ragionevoli.
    Il progetto (i progetti) che ne sono conseguiti hanno portato in definitiva ad una proposta che non ha nulla a che vedere con lo scopo di creare una nuova struttura idonea a rispondere alle esigenze sanitarie quali-quantitative che la popolazione locale e regionale manifesta.
    Le ragioni della totale inutilità e dannosità che stanno a tale progetto così come strutturato sono palesemente note a tutti coloro operano in ambito sanitario e che non hanno pregiudizi di interesse o di clientelismo vario.
    Le più evidenti di tali ragioni:
    – Riduzione dei posti letto !!!!
    – Riduzione del personale sanitario ( già in attuazione da tempo)
    – Aumento del potere universitario (già in attuazione da tempo) attraverso la riduzione delle strutture complesse Ospedaliere e la trasformazione in reparti a direzione universitaria ( vedi querelle ANAOO e Ospedale di Biella) sulla falsa riga che ciò è un forte contributo alla qualità scientifica quando tutti noi sappiamo che l’unica scientificità ( con poche eccezioni) che costoro hanno prodotto è un modello clientelare e nepotistico inarrivabile.
    – Sanità di serie A e serie B
    – Scorporo di ospedali e specialità vedi CTO e S.Anna-Regina
    Le vere ragioni di questa operazione stanno invece nelle politiche in atto da alcuni anni in modo palese per spogliare il Servizio Sanitario Pubblico allo scopo di trasferirne molte attività in quello privato più o meno convenzionato e ogni mezzo è buono per ottenere tale scopo.
    Protagonisti di tale criminosa attività sono i grandi operatori sanitari privati , la politica che ne è il braccio operativo sia a livello nazionale che locale e purtroppo l’università che è come il “clero” che da l’investitura di scientificità a tali operazioni ( come i papi che investivano gli imperatori) con il suo immancabile lauto compenso.
    A livello locale poi si aggiunge tutto quel mondo che ha interessi interessi economici nell’indotto di tali operazioni dall’acquisizione dell’area , alla costruzione del nuovo stabilimento ospedaliero e alla successiva commercializzazione e riurbanizzazione dell’area ex -molinette ecc.
    In tutto questo schifo che non è difficile vedere la gente pensa che sia colpa dei “negri” e i medici del SSN che non capiscono che l’esistenza del suddetto SSN è la sola maniere per loro di esistere in un modo ragionevolmente dignitoso.
    Purtroppo in 30 anni di sindacato non sono mai riuscito a inoculare questo banale concetto.
    Un cordiale saluto a tutti

  2. Benedetta Panizzut ha detto:

    Sono assolutamente d’accordo: il progetto di un Parco della Salute limitato per specialità e posti letto, è solo un chiaro esempio della miopia dei nostri “governanti”!!

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