Categoria: Primo Piano

Carenza medici. Sono anni che l’Anaao denuncia i rischi di scelte sciagurate della politica

Gentile Direttore,assistiamo basiti alle dichiarazioni dell’assessore Icardi (Medici in pensione a 70 anni e specializzandi a contratto al 3° anno”. Le Regioni chiedono emendamenti al Milleproroghe. Intervista al coordinatore della Commissione Salute, Icardi) secondo il quale, le politiche sciagurate in ambito sanitario e...

Ancora sul Pronto Soccorso privato

Il caso del reparto di Ortopedia di Novi Ligure in cui tutti gli ortopedici che vi lavoreranno, ad eccezione del Direttore di SC, saranno  medici del privato accreditato, citato dall’Assessore Icardi a sostengo di una maggiore apertura al privato, non...

Aggressioni medici: ne hai mai subito una?

Hai mai subito un’aggressione fisica o verbale?
Hai mai assistito ad un’aggressione ai danni di un tuo collega o una collega?
Quali soluzioni ritieni più utili per affrontare questa emergenza?

È di pochi giorni fa la notizia dell’ennesima aggressione ai danni di un medico, ancora una volta al Sud.

Siamo ormai in un vero e proprio stato di emergenza e l’escalation non sembra fermarsi.
Per tenere alta l’attenzione, è importante anche il supporto di dati che forniscano al Governo, alle istituzioni e all’opinione pubblica le reali dimensioni di questo fenomeno.

Ti preghiamo, pertanto, di rispondere a questo breve questionario in forma anonima.

Rispondi al sondaggio

Pronto Soccorso in tilt: il 97,5% degli accessi in PS grava sugli ospedali pubblici.

In Piemonte l’offerta ospedaliera dei posti letto per acuti è per l’88,5% pubblica e per l’11,5% privata accreditata; quest’ultima costa al SSR 221.410.142 euro, ovvero il 13,2% del totale della Spesa Pubblica per i ricoveri per acuti.

Sul totale dei 424.840 ricoveri ordinari del 2017, l’87.1% è stato in un ospedale pubblico e il 12.9% in uno privato accreditato.
Dunque i posti letto per acuti del privato pesano e contribuiscono all’attività di ricovero.

Prendersi cura di chi cura

Su Quotidiano Sanità una risposta all’ortopedico che ha deciso di dimettersi e la cui storia è stata raccontata da Anaao Piemonte: “Caro Federico, speriamo che tu possa avere le soddisfazioni che il Servizio Sanitario Nazionale non è riusciti a darti. Noi continueremo a batterci per fare sì che tu possa tornare a lavorare con noi “
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Lettera aperta al Direttore Regionale Sanità

Egregio Direttore,
Voglia accettare i nostri più sinceri complimenti per la Sua nomina in uno dei ruoli più prestigiosi e al contempo più complicati della Sanità piemontese.Di questi tempi, decidere delle sorti della Sanità Regionale è certamente difficile, almeno quanto fare una franca e costruttiva attività sindacale.

DA OGGI UN NUOVO CONTRATTO PER I MEDICI E DIRIGENTI SANITARI – Comunicato stampa Anaao Assomed

Il testo entra in vigore dalla mezzanotte di oggi. Gli arretrati e gli aumenti economici saranno corrisposti a partire dal mese di gennaio 2020.

“È un contratto di ripartenza, che finalmente chiude una fase buia lunga 10 anni che ha determinato ripercussioni negative sulle condizioni di lavoro dei medici e dirigenti sanitari con uno svilimento del loro livello economico. Ora possiamo guardare in avanti, al contratto 2019-2021 e auspichiamo di aprire le trattative del triennio in tempi rapidi”.

Pazienti anziani non autosufficienti: l’altra faccia della medaglia

IL CONTESTO
Negli ultimi anni la salute del SSN e del SSR piemontese sta progressivamente deteriorandosi. Nonostante la posizione del nostro sistema sanitario sia ancora tra i primi al mondo, sta progressivamente perdendo punti rispetto ad altri paesi.

Da tempo come categoria medica e come Anaao Assomed, abbiamo denunciato, senza essere ascoltati, i fenomeni della gobba pensionistica, dell’imbuto formativo. Questi fenomeni hanno e stanno ancora depauperando gli ospedali di specialisti mettendo a dura prova la tenuta del sistema.

Fuga dal Pronto Soccorso. La specializzazione in Medicina d’Emergenza – Urgenza è tra le ultime scelte dai laureati. Il 25% dei medici urgentisti piemontesi appena formati ha scelto di non lavorare in Pronto Soccorso.

Aspettiamo da Aprile l’attuazione della DGR ottenuta dalla precedente Giunta Regionale, che prevede la remunerazione del disagio per i medici del pronto soccorso.

L’abbiamo sollecitata e la risollecitiamo. E’ urgente: è stata pubblicata, ora va applicata.
Perché?
Perché i medici non vogliono più lavorare in PS. Né vogliono più studiare per diventare urgentisti. Se non ripensiamo all’organizzazione del lavoro, a remunerarlo meglio, a ridurre il disagio, chi ci visiterà in caso di urgenza?

Boom di dimissioni per burnout in ospedale, donne in prevalenza. Il caso Piemonte. DOCTOR33

C’è un’Italia che sa vedere il lavoro al femminile, progetta ospedali “rosa”, è allineata al top dell’Europa; ce n’è un’altra che continua a discriminare le lavoratrici, anche in ospedale. E loro vanno via, a un tasso più alto dei colleghi uomini. Lo afferma un Report di Anaao Assomed in Piemonte, dove nell’ultimo anno e mezzo -dal 1° gennaio 2018 al 30 giugno 2019 – si è licenziato Il 6% del totale dell’organico dei medici.