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Categoria: News

ABC di epidemiologia: la letalità del COVID-19

La pandemia ha reso evidenti la cronica incapacità dei giornali delle radio e delle TV nel rendere una buona informazione. Prova ne sia la quantità innumerevole di volte in cui la parola “vaccino” è stata sostituita con i termini “siero” e “antidoto”.

Per chi non lo sapesse NON sono la stessa cosa.

Il siero contiene già gli anticorpi pronti. Viene inoculato per bloccare l’agente responsabile della infezione nel periodo che intercorre tra il contagio e l’insorgenza dei sintomi o anche quando la malattia si è già manifestata. Il siero antitetanico ed il siero antirabbico sono solo alcuni esempi. Il siero antivipera (o antiofidico) è un altro esempio.
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Il rischio “calcolato”. Fatevi il segno della croce (parte prima).

La pandemia sta decelerando e gli sforzi di contenimento insieme alla distribuzione dei vaccini sta funzionando?
La ripresa dei contagi è assai sostenuta. Molto più sostenuta di quanto sembri. L’estrema povertà dei Paesi più colpiti, le condizioni igieniche già precarie, il sovraffollamento e la mancanza di farmaci e vaccini non fanno che moltiplicare una situazione disastrosa.
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In ricordo dell’amico e collega Vittorio Grivet

All’inizio di Aprile è tristemente mancato Vittorio Grivet, nefrologo, fortemente impegnato nel periodo della sua attività professionale allo sviluppo della rete dei centri dialisi di Torino e alla organizzazione delle attività di FAD al nascere della stessa. Vittorio Grivet è stato anche un importante dirigente dell’Anaao Assomed piemontese dai primi anni ’80 al 2010. Segretario Provinciale di Torino, poi Segretario Regionale del Piemonte e infine Consigliere Nazionale.

Ogni fiala nei magazzini è un morto in più

Da oggi, ogni giorno pubblicheremo il numero dei decessi Covid in Piemonte e, parallelamente, quante dosi di vaccino sono rimaste inutilizzate, che quindi avrebbero potuto salvare delle vite se la campagna vaccinale fosse efficiente almeno come in Veneto, che abbiamo considerato come Regione di riferimento.

Le montagne russe di AstraZeneca: aprite il paracadute

A seguito del possibile nesso causale tra il vaccino AstraZeneca ed eventi trombotici l’EMA emette un comunicato il 7 aprile in cui riconferma che i benefici del vaccino superano i rischi e che gli eventi trombotici sono molto rari.
L’agenzia governativa inglese (MHRA – Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) diffonde anche essa (il 7 aprile) un comunicato simile una analisi dei casi di trombosi. Considerando che nel Regno Unito al 31 marzo sono state vaccinate 20,2 milioni di persone con Astrazeneca il rischio di eventi trombotici è pari a 4 casi ogni milione di dosi (praticamente simile a quanto riportato da EMA per l’Europa).
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Le montagne russe di AstraZeneca: ma non morirete per questo vaccino

Partiamo come sempre dai dati. Il vaccino della ditta anglo-svedese funziona molto bene.
Tutti i vaccini per essere approvati debbono dimostrare una efficacia superiore al 50%.
Astrazeneca supera indubbiamente questo valore anche se sembrerebbe non raggiungere le percentuali di efficacia dei vaccini mRNA (Pfizer e Moderna). Dico “sembrerebbe” e poi vedremo il perchè.
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