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Categoria: News

Le montagne russe di AstraZeneca: aprite il paracadute

A seguito del possibile nesso causale tra il vaccino AstraZeneca ed eventi trombotici l’EMA emette un comunicato il 7 aprile in cui riconferma che i benefici del vaccino superano i rischi e che gli eventi trombotici sono molto rari.
L’agenzia governativa inglese (MHRA – Medicines and Healthcare products Regulatory Agency) diffonde anche essa (il 7 aprile) un comunicato simile una analisi dei casi di trombosi. Considerando che nel Regno Unito al 31 marzo sono state vaccinate 20,2 milioni di persone con Astrazeneca il rischio di eventi trombotici è pari a 4 casi ogni milione di dosi (praticamente simile a quanto riportato da EMA per l’Europa).
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Le montagne russe di AstraZeneca: ma non morirete per questo vaccino

Partiamo come sempre dai dati. Il vaccino della ditta anglo-svedese funziona molto bene.
Tutti i vaccini per essere approvati debbono dimostrare una efficacia superiore al 50%.
Astrazeneca supera indubbiamente questo valore anche se sembrerebbe non raggiungere le percentuali di efficacia dei vaccini mRNA (Pfizer e Moderna). Dico “sembrerebbe” e poi vedremo il perchè.
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Qual è il Maria Adelaide che vogliamo? Discussione on line del progetto per riaprire l’Ospedale!

Domani sera alle 21.00 Anaao Piemonte parteciperà al dibattito pubblico sulla riapertura del Maria Adelaide e sulla riconversione in Casa della Salute. Evento in diretta Facebook sulla pagina “Riapriamo il Maria Adelaide”. Per poter partecipare al dibattito richiedi il link alla mail: riapriamoilmariaadelaide@gmail.com

Dimettete i dimissibili.

Giustissima indicazione per i medici dell’AOU Città della Salute.
Era necessaria: in genere i pazienti dimissibili non vengono dimessi dai medici.
Se non fosse stato precisato, li avrebbero tenuti in barella, ad attendere, accumularsi, infettarsi. Come tutti gli inverni, come nella prima e seconda ondata.
Grazie: raccomandazione indispensabile.
Dott.ssa Chiara Rivetti
Segretaria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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Medici che odiano la scienza

Decine di articoli scientifici e decine di migliaia di pazienti reclutati in trials clinici randomizzati hanno dimostrato che l’idrossiclorochina non ha alcuna utilità per i pazienti COVID ricoverati in ospedale, nè per i pazienti gravi, nè per quelli con manifestazioni lievi o moderate, nè per prevenire la patologia dopo esposizione a rischio. Ma non serve neppure per “prevenire” il COVID-19 in soggetti sani.
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Gli imbonitori della idrossiclorochina. Dottori che non si aggiornano (seconda parte).

Dopo aver elencato le solide evidenze che danno alla idrossiclorochina meno speranze di un condannato a morte in Cina, riprendiamo il filo del discorso da dove lo avevamo interrotto, ovvero dalla ricerca di base.

I due articoli pubblicati a luglio con procedura accelerata su Nature smontano l’ipotesi iniziale che l’idrossiclorochina inibisca la replicazione virale.
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Ignoranti, ignavi e pillole pericolose: il caso idrossiclorochina in Piemonte (e nel Mondo)

Iniziò tutto con noto infettivologo di Marsiglia che pubblicò su una rivista scientifica un articolo stracolmo di errori procedurali, metodologici e statistici da far impallidire gli omeopati1. Dopo pochi giorni fu anche svelato un imbarazzante conflitto di interessi da parte di uno dei coautori che era anche (ma guarda un po’) editore della rivista su cui veniva pubblicato questo “studio-monnezza”. Il direttore della rivista non si era fatto molti scrupoli nella revisione critica della pubblicazione prima di darlo alle stampe dato che così poteva allungare il suo curriculum. La stessa casa editrice sbugiardò articolo, direttore e i metodi utilizzati.
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“Una svolta al vertice della Sanità”

Le dimissioni del direttore Aimar “sono un pessimo segnale che si somma a tanti errori”. Le opposizioni unite nel chiedere un cambio di passo. “Ora un sostituto di altissimo profilo e ricercato al di fuori delle logiche di appartenenza”. I Radicali: “Se ne vada anche Icardi”
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