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Anaao Assomed impugna davanti al TAR la “clinicizzazione” dei reparti dell’Asl di Biella

A Biella, quattro reparti subito più altri tre in tempi successivi passerebbero dalla direzione ospedaliera alla direzione universitaria. Anaao Assomed Piemonte contesta la decisione e ricorre al TAR.

I Direttori di Struttura Complessa nel 2010 in Piemonte erano 818. Nel 2017 solo 555. Ben 263 in meno, pari a una riduzione del 32%. Un’ecatombe di primariati.

Se contiamo i Responsabili di Struttura Semplice, si passa dai 1160 del 2010 a 707 del 2017. Una riduzione in Piemonte del 39%.

Il Piano di rientro ha portato a dolorosi tagli e accorpamenti. Ce ne siamo accorti.

Ecco che usciti dal Piano di rientro, un nuovo buon motivo arriva a tagliare le legittime aspirazioni di carriera dei medici ospedalieri: la clinicizzazione.
Travestita da cooperazione con l’Università, la clinicizzazione porterebbe lustro, eccellenza e qualità agli ospedali del SSN. Porterebbe.

Perché di fatto la cooperazione tra l’AOU Città della Salute e della Scienza, l’ASL di Biella e l’Università degli Studi di Torino si concretizza con l’assegnazione, senza alcuna selezione concorsuale, della direzione di Strutture Complesse a Professori Universitari. I reparti di Laboratorio Analisi, Pediatria, Otorinolaringoiatria, Ostetricia e Ginecologia prima e Oncologia, Ortopedia e Cardiologia a stretto giro, dovrebbero passare dalla Direzione Ospedaliera a Direzione Universitaria. Sette reparti. All’Asl di Biella, in ben sette reparti non ci sarebbe dunque un medico dipendente sufficientemente preparato e competente da poter, non pretendiamo vincere, ma neanche partecipare a un concorso di selezione per Direttore di SC. E’ stato necessario chiedere all’Università un supporto che, travestito da collaborazione, tronca le possibilità di carriera ai medici ospedalieri che in questi anni hanno già visto frustrata anche la più timida speranza di migliorare la propria posizione professionale e lavorativa.

La collaborazione dovrebbe invece consistere nello scambio di conoscenze, non nella colonizzazione di primariati, nominati senza concorso. Il corretto convenzionamento della ASL/ASO con le Università prevederebbe infatti di affidare le funzioni didattiche integrative alle strutture ospedaliere e non già di sostituire il personale ospedaliero con quello di estrazione universitaria.

Gli ospedali piemontesi offrono una Sanità di qualità. Che siano ospedalieri e non, i medici che vi lavorano sono dei professionisti, che si aggiornano, che si confrontano, che lavorano con competenza e abnegazione.

Come già detto per la clinicizzazione di alcuni reparti dell’Ospedale di Vercelli, l’idea che avere una direzione universitaria incrementi la qualità delle prestazioni non ha alcuna evidenza. È frutto di un preconcetto, di un pregiudizio. Grave, peraltro. Nessun dato avvalora questa idea. Non i tempi d’attesa, non gli esiti, non i tassi di complicanze, di re-ricoveri, di mortalità. Ribadiamo con forza che la direzione universitaria di un reparto non migliora necessariamente la qualità del sistema: questa idea lede la dignità dei colleghi che lavorano nel SSN.

Infine, è utile ricordare che la mission dell’universitario è prevalentemente didattica e di ricerca, mentre quella del medico dipendente del SSN è l’assistenza e la cura.

Sette reparti in un’ASL sono preoccupanti. Per questo Anaao impugna davanti al TAR Piemonte questa opera di clinicizzazione.
Anaao Piemonte si augura che anche la Magistratura avverta il timore di una progressiva e pericolosa espansione universitaria, che indebolisce ulteriormente, anziché rafforzarlo come viene propagandato, il nostro valoroso e resiliente SSN.

La Segreteria Regionale Anaao Assomed Piemonte

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6 Risposte

  1. Maurizio Dagna ha detto:

    mi risulta che la struttura complessa di ortopedia sia appena stata assegnata ad un Collega ospedaliero il Dr. W.Daghino.

  2. GAbriele BAgnasco ha detto:

    Ottima iniziativa. All’ ASL di Vercelli ormai è diventata un’abitudine, sarebbe da valutare la possibilità di fare ricorso anche lì.
    C’è da augurarsi che anche gli altri sindacati medici facciano la stessa cosa.

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